Memoria dei Santi e dei Profeti

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 13,1-9

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: "Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Vangelo ci presenta Gesù lungo il mare di Galilea, costretto a salire su di una barca a motivo della numerosissima folla accorsa per ascoltarlo. E narra una parabola che Gesù stesso ritiene particolarmente importante, tanto da spiegarla lui stesso, successivamente, ai discepoli. Il senso di fondo è chiaro: il credente vive dell'ascolto del Vangelo e non della propria presunzione. Ecco - inizia a dire Gesù - il seminatore uscire di buon mattino per seminare. Quel seminatore non è un misurato calcolatore; e, per di più, sembra riporre fiducia anche in quei terreni che sono più una strada o un ammasso di pietre che una terra arata e disponibile. Eppure, anche là, il seminatore getta la semente, sperando che attecchisca. E la terra è l'umanità, tutti gli uomini e le donne, noi compresi. E non è difficile riconoscere nella diversità dei terreni la complessità delle società e delle singole persone. Gesù, tuttavia, non vuol dividere gli uomini e le donne a seconda delle categorie di terreno. Le comunità nel loro complesso e ciascuno di noi riassumono tutte le diversità di terreno riportate dal Vangelo. Magari un giorno siamo più sassosi e un altro meno; altre volte accogliamo il Vangelo ma poi ci lasciamo sorprendere dalla tentazione; e in un altro momento ascoltiamo e portiamo frutto. La Parola di Dio è il seme di cui parla Gesù nella parabola. E il seme è sempre un dono che deve però immergersi nella terra che noi siamo. Le nostre mani, abituate forse a toccare cose che giudichiamo grandi, di valore, considerano poco questo piccolo seme. Quante volte abbiamo ritenuto ben più importanti le nostre tradizioni e le nostre convinzioni rispetto alla debole e fragile parola evangelica! Eppure, come nel piccolo seme è raccolta tutta la forza che porterà alla pianta futura, così nella parola evangelica risiede l'energia che crea il nostro futuro e quello del mondo. L'importante è non contrastarla.