Preghiera con i Santi

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Festa dei santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Chiesa etiopica, una delle prime dell'Africa, venera san Michele come suo protettore.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Luca 9,57-62

Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: "Ti seguirò dovunque tu vada". E Gesù gli rispose: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo". A un altro disse: "Seguimi". E costui rispose: "Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre". Gli replicò: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio". Un altro disse: "Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia". Ma Gesù gli rispose: "Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio".


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù ha appena iniziato il suo viaggio dalla Galilea verso Gerusalemme e subito si pone il problema della sequela. E appena entrato in Samaria e alcuni si avvicinano e si presentano a Gesu. L'evangelista riporta gli incontri con tre persone. Il loro dialogo con Gesù è sulla sequela. Nel primo e nel terzo caso sono le persone a chiedere di seguire Gesu, mentre nel secondo è l'interlocutore a essere chiamato a seguirlo da Gesu stesso. L'evangelista vuole comunque sottolineare le tre risposte date da Gesù, che mostrano le condizioni per poterlo seguire e divenire suoi discepoli. È singolare che in tutte e tre Gesù faccia riferimento in qualche modo ai rapporti con la famiglia, che appaiono nella loro dimensione di rifugio, di protezione. Al primo che gli chiede di seguirlo e quindi di condividere il suo stesso destino, Gesù risponde che il Figlio dell'uomo non ha neppure dove posare il capo. E il discepolo deve vivere con la stessa povertà del maestro. La seconda persona è chiamata direttamente da Gesù. Ma alla richiesta che gli sia permesso di seppellire il padre, Gesù afferma il primato della sequela e dell'annuncio del Vangelo anche sugli aspetti più delicati della vita familiare come, appunto, la sepoltura del padre. Il Vangelo della vita anche nella mentalità ha la precedenza su ciò che è morto. Il terzo che si avvicina si sente dire da Gesù che se vuole seguirlo non deve avere nessun rimpianto per la vita che ha lasciato. La vita che si riceve nella sequela con Gesù non sopporta rimpianti e sguardi all'indietro. Il Vangelo richiede l'abbandono del proprio egocentrismo, delle proprie protezioni, delle proprie tradizioni per scegliere Gesù come unico Signore della propria vita. La sequela di Gesù è senza dubbio una scelta radicale e anche paradossale. Ma è così perché l'amore di Gesù per noi è totale, radicale, paradossale, unico. Potremmo dire che Gesù per primo vive questa radicalità nell'obbedienza al Padre e al suo disegno. Il discepolo vive dello stesso amore che Gesù ha per il Padre. È questo l'amore di cui abbiamo bisogno per essere liberati noi e il mondo: è l'amore che vince anche la morte.