Preghiera della Santa Croce

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Memoria di san Francesco Saverio (+1552), gesuita, missionario in India e in Giappone.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro del profeta Isaia 29,17-24

Certo, ancora un po'
e il Libano si cambierà in un frutteto
e il frutteto sarà considerato una selva.
Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro;
liberati dall'oscurità e dalle tenebre,
gli occhi dei ciechi vedranno.
Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,
i più poveri gioiranno nel Santo d'Israele.
Perché il tiranno non sarà più, sparirà l'arrogante,
saranno eliminati quanti tramano iniquità,
quanti con la parola rendono colpevoli gli altri,
quanti alla porta tendono tranelli al giudice
e rovinano il giusto per un nulla.
Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore,
che riscattò Abramo:
"D'ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire,
il suo viso non impallidirà più,
poiché vedendo i suoi figli l'opera delle mie mani tra loro,
santificheranno il mio nome,
santificheranno il Santo di Giacobbe
e temeranno il Dio d'Israele.
Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza,
quelli che mormorano impareranno la lezione".


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Queste parole chiudono il capitolo dedicato a Gerusalemme di cui si annunciava il castigo a motivo del suo accecamento spirituale. Il profeta Isaia annuncia la grande opera di trasformazione dell'umanità. Non bisognerà attendere molto: "Ancora un po'" e il Signore interverrà. E questa parola vuole come farci toccare con mano quel che accade quando il Signore interviene: "Il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva". Anche il creato sente il beneficio del cambiamento del cuore degli uomini. Essi vivranno sulla terra senza stravolgerla, senza sfruttarla per i propri interessi. È l'invito al rispetto della creazione perché possa diventare un "frutteto". La parola del profeta suona particolarmente importante in questo tempo nel quale gli interessi individuali spingono anche alla distruzione dell'ambiente. L'enciclica Laudato si' di papa Francesco raccoglie questo invito del profeta e lo allarga al mondo intero. È indispensabile tornare a predicare la Parola di Dio perché "in quel giorno i sordi udranno le parole della scrittura", e "gli occhi dei ciechi vedranno". Il profeta assicura che il mondo si trasformerà. È quel che il Signore ha già realizzato con Abramo e con la casa di Giacobbe, ricorda Isaia. E il profeta annuncia: "Allora gli umili si rallegreranno... e i più poveri gioiranno". Il popolo di Dio, un popolo umile che si affida alla forza del suo Signore, si trova accanto al popolo dei poveri che riprende a gioire perché sente la vicinanza del Santo d'Israe-le. Con questa alleanza Dio instaura il nuovo regno. Il profeta avverte: "Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più, poiché vedendo i suoi figli l'opera delle mie mani tra loro, santificheranno il mio nome". I credenti non arrossiranno; piuttosto gioiranno per le opere che il Signore ha compiuto attraverso di loro in mezzo agli uomini.