Preghiera per i Malati

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Nella basilica di Santa Maria in Trastevere si prega per i malati.
Memoria di san Serafino di Sarov (+1833), monaco e starets russo. Ha comunicato la pace con la testimonianza della gioia pasquale e dell'azione dello Spirito Santo.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro del profeta Geremia 28,1-17

In quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell'anno quarto, nel quinto mese, Anania, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: "Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo - oracolo del Signore - Ieconia, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia".
Il profeta Geremia rispose al profeta Anania, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremia disse: "Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà".
Allora il profeta Anania strappò il giogo dal collo del profeta Geremia, lo ruppe e disse a tutto il popolo: "Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni". Il profeta Geremia se ne andò per la sua strada.
Dopo che il profeta Anania ebbe rotto il giogo che il profeta Geremia portava sul collo, fu rivolta a Geremia questa parola del Signore: "Va' e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno".
Allora il profeta Geremia disse al profeta Anania: "Ascolta, Anania! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest'anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore". In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Anania morì.


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Geremia, come si narra nel capitolo precedente, si era presentato davanti al re Sedecia avendo sulle sue spalle un giogo, lo strumento che serviva per legare gli animali all'aratro, simbolo di schiavitù. Poiché il popolo non aveva accolto la sua esortazione a ritornare all'alleanza con Dio sarebbe caduto sotto il giogo dei babilonesi. Il giogo sulle sue spalle ne era il segno visibile. La visione di Geremia era fortemente contestata dal gruppo dei profeti del tempio, tutti al servizio del re e di una concezione nazionalista. Di fronte alla predicazione di Geremia, che appare come il profeta di sventure e di disastri, Anania vuole apparire come il profeta di tempi migliori, di prospettive ottimiste. Egli assicura che la rivolta contro Babilonia avrebbe avuto il suo esito positivo entro due anni. E lo afferma richiamandosi a Dio stesso: "Così dice il Signore: Io romperò il giogo del re di Babilonia!". Le conseguenze sarebbero state molto positive per Israele: il re di Babilonia non solo avrebbe restituito al tempio gli arredi sacri, ma avrebbe anche rimpatriato i deportati. Era una predicazione che assicurava la prosperità in nome di Dio. Questo lo diceva non perché avesse ricevuto un'ispirazione dall'alto, ma per compiacere sia il re che il popolo, forse senza saperlo. Ma Anania pronunciava una falsa profezia. Vengono in mente i numerosi falsi profeti che ancora oggi girano in tante parti del mondo, soprattutto nei paesi più poveri predicando quella religione della "prosperità" che attrae numerosi poveri in cerca di riscatto. C'è bisogno di una predicazione evangelica coraggiosa e appassionata. Geremia, con il coraggio che gli veniva da Dio stesso, si contrappone alla profezia di Anania criticandola perché contraria alla tradizione profetica che mai si è sottomessa al potere del re o della maggioranza. Anania, infuriato contro Geremia, gli prende il giogo dal collo e lo spezza: così - dice - avrebbe spezzato il giogo di Nabucodonosor, re di Babilonia. Geremia umiliato e senza più alcuna difesa "se ne andò per la sua strada", nota il testo. Era la strada del Signore. Nessuna storia, né quella collettiva né quella personale, appartiene agli "indovini, sognatori, maghi e stregoni" dirà il profeta più avanti (Ger 27,9). Geremia risponde ad Anania dicendo: "Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà".