Preghiera per la Chiesa

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla lettera di Paolo ai Galati 3,1-5

O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? Siete così privi d'intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chi guarda il Crocifisso è preservato dall'insensatezza perché comprende la distanza che lo separa da un amore così straordinario come quello di Gesù; un amore a tal punto sconfinato da spingerlo a morire per tutti. Di fronte al mistero di questa morte com'è possibile pensare - suggerisce l'apostolo - che siano le nostre opere a salvarci? È come se comparassimo le nostre azioni, sempre meschine, con l'amore di Gesù per gli uomini e per la salvezza dei popoli. Chi di noi ha amato gli altri sino alla morte in croce? Paolo avverte che se si dimentica la predicazione di "Gesù Cristo crocifisso" torna a prevalere l'orgoglio e con esso la cecità: vediamo più le nostre cose che l'amore sovrabbondante di Dio per tutti. È la predicazione del Vangelo che ha reso possibili le opere che i cristiani compiono. Per questo l'apostolo chiede: "È per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede?". Lo Spirito Santo riversato nei cuori dei credenti fa compiere a chi lo lascia libero di agire "opere grandi". Lo aveva detto Gesù stesso ai discepoli poco prima di lasciarli: "Chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste" (Gv 14,12). È un insegnamento che dobbiamo accogliere ancora oggi. In un tempo come il nostro che aspetta una rinnovata comunicazione del Vangelo è decisivo che i credenti lascino che lo Spirito operi "cose grandi" perché gli uomini comprendano la "grandezza" dell'amore di Dio che ha dato il suo stesso Figlio per la nostra salvezza. Sant'Ignazio di Antiochia, mentre veniva condotto a Roma in catene per ricevere il martirio, scriveva ai romani: "Il cristianesimo, quando è odiato dal mondo, non è opera di convincimento, ma di grandezza".