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Aggiornamenti dal Mozambico: la situazione e i nostri aiuti

26 Marzo 2019 - BEIRA, MOZAMBICO

Ciclone IdaiEmergenzeDream

Nei centri DREAM di Beira si organizzano i primi soccorsi per le persone più colpite. Continuiamo ad aiutare

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Giungono ulteriori aggiornamenti sulla situazione nella città di Beira, in particolare sui due centri clinici che offrono servizi sanitari tramite il programma DREAM della Comunità di Sant'Egidio: il centro Polivalente, situato vicino alla piazza del municipio, e il centro di Manga Chingussura nella periferia della città, che hanno da subito ripreso le attività e stanno curando più di 11.000 persone.

Il centro Polivalente ha subito molti danni durante il ciclone, soprattutto alle coperture, come del resto tutto il quartiere. Fin dal primo giorno nel centro si sono rifugiate circa 400 persone che avevano perso tutto. È davvero drammatico sapere che alcuni disabili e anziani, nel tentativo di raggiungerlo, purtroppo sono morti. Gli operatori e i volontari di Sant'Egidio sono stati tra i primi a prestare soccorso alle popolazioni colpite, offrendo cibo e generi di prima necessità che erano già stoccati nel magazzino del centro. Inoltre si sta fornendo assistenza alla popolazione che chiede aiuto distribuendo olio, riso e farina, ma soprattutto si è riattivata immediatamente l’assistenza sanitaria ai pazienti e a tutti coloro che avevano bisogno di essere curati. Infatti, a causa della scarsità di acqua potabile sta aumentando sempre più il numero di casi di diarrea, specialmente nei bambini e questo ci spinge ad operare sempre più velocemente.

Il laboratorio, inoltre, ha ripreso in pochi giorni le attività di base, fornendo analisi cliniche di supporto alle principali problematiche sanitarie in corso, assistendo 4.000 pazienti e sostenendo anche quelli di altre strutture che sono chiuse o parzialmente danneggiate.

Anche nella periferia della città, il ciclone ha colpito molti centri di salute distruggendoli. Nell'emergenza il centro di Manga Chingussura, colpito solo in parte, è diventato un punto di riferimento per tutta la zona. Il centro, che ha in cura 7.000 pazienti, nei primi giorni dopo la catastrofe è stato affollato di tanti altri malati, anche qui con molti casi di diarrea e si sta cercando di curare tutti.
 
Sono state inviate 30 tonnellate di generi di prima necessità, aiuti alimentari, materiale per la sanificazione dell’acqua e farmaci di prima necessità (antidiarroici e reidratanti per bambini).
 
Le Comunità di Sant’Egidio e i Giovani per la Pace di Beira si sono attivati per individuare sul terreno i principali bisogni e hanno preso accordi con le istituzioni locali dei quartieri al fine di svolgere le distribuzioni con maggiore ordine e sicurezza, anche per garantire il raggiungimento del maggior numero di beneficiari possibili.
 
C'è grande bisogno di aiuto.  Soprattutto c’è il grande problema dell’acqua potabile e del cibo.

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