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Il 5 febbraio di 14 anni fa veniva ucciso don Andrea Santoro, testimone della fede nel servizio agli ultimi e nel dialogo con tutti in Turchia

5 Febbraio 2020

martiri

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Il 5 febbraio di 14 anni fa veniva ucciso a Trabzon, località della Turchia orientale sul Mar Nero, don Andrea Santoro, prete romano fidei donum che viveva al servizio dei poveri in Anatolia dal 2000. (LEGGI LA SUA STORIA)

Negli anni trascorsi da quel doloroso giorno di febbraio molto si è appreso della sua vita e molti suoi scritti hanno visto la luce.
Le Lettere dalla Turchıa, in particolare, hanno rivelato uno spirito insieme forte e delicato, una fede radicata e perciò pronta al dialogo.

Prendiamo ad esempio la lettera del 23 aprile 2002:

"Ho capito che questo è importante: fermarsi, entrare nelle porte che ti si aprono e tenere aperta la propria perché altri entrino. Così fece Abramo quando tre misteriosi personaggi passarono davanti alla sua tenda [...]. Questa accoglienza a sua volta ti ricade addosso come una benedizione e tu ti senti avvolto in un onore che ti rincuora. Belle parole, dirà qualcuno, racconti edificanti, ma la realtà è un’altra! È vero. Assistiamo in questi giorni a spettacoli di ferocia disumana. Ma l’alternativa alla ferocia è la carità. La ferocia distrugge, la carità vivifica. La ferocia divide, la carità unisce. La ferocia colpisce, la carità lenisce le ferite. La ferocia genera altra ferocia, la carità riconcilia e genera altra carità. La ferocia non teme di uccidere, la carità non teme di dare la vita. La ferocia è perversa nella sua genialità, la carità è sublime nella sua inventiva. Per arginare la ferocia occorre l’intelligenza della carità e la mobilitazione di risorse profonde".

Ovvero quella del 22 gennaio 2006, un paio di settimane prima dell'assassinio:

"Dirsi 'ti vogliamo bene', dentro una chiesa, tra cristiani e musulmani mi è sembrato un raggio di luce. Basterebbe questo a giustificare la mia venuta. Il regno dei cieli non è forse simile a un granellino di senape, il più piccolo di tutti i semi? Lo getti e poi lo lasci fare [...]. Un'altra volta entrano due ragazze: 'Padre mi riconosce?', mi fa una. 'Sì, certo!'. 'Lei una volta mi ha detto che Gesù non ha mai usato la spada, è così?'. 'Sì, è così'. 'Maometto - mi fa - l'ha usata è vero, ma solo come ultima possibilità'. 'Gesù - le rispondo - neanche come ultima possibilità. [...] Se contro la violenza usi la violenza si fa doppia violenza. Male più male uguale doppio male. Ci vuole il doppio di bene per arginare il male. Se scoppia un incendio che fai? Butti legna?'. 'No, acqua'. 'Ecco, appunto' [...]. Dialogo e convivenza non è quando si è d’accordo con le idee e le scelte altrui ma quando gli si lascia posto accanto alle proprie e quando ci si scambia come dono il proprio patrimonio spirituale, quando a ognuno è dato di poterlo esprimere, testimoniare e immettere nella vita pubblica oltre che privata. Il cammino da fare è lungo e non facile. [...] La chiarezza va unita all’amorevolezza. Il vantaggio di noi cristiani nel credere in un Dio inerme, in un Cristo che invita ad amare i nemici, a servire per essere 'signori' della casa, a farsi ultimo per risultare primo, in un Vangelo che proibisce l’odio, l’ira, il giudizio, il dominio, in un Dio che si fa agnello e si lascia colpire per uccidere in sé l’orgoglio e l’odio, in un Dio che attira con l’amore e non domina col potere, è un vantaggio da non perdere. È un 'vantaggio' che può sembrare 'svantaggioso' e perdente e lo è, agli occhi del mondo, ma è vittorioso agli occhi di Dio e capace di conquistare il cuore del mondo. Diceva S. Giovanni Crisostomo: Cristo pasce agnelli, non lupi. Se ci faremo agnelli vinceremo, se diventeremo lupi perderemo".

È bello che la sua morte si possa collegare idealmente alla firma del  “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, giunta quasi nell'anniversario del suo martirio, un anno fa, il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, da parte di papa Francesco e di Ahmad Al-Tayyib, grande imam di Al-Azhar, la più prestigiosa università sunnita: un frutto di una pazienza geologica che non si stanca di costruire occasioni d'incontro, un frutto anche della sua testimonianza e della sua preghiera.

LEGGI LA STORIA DI DON ANDREA SANTORO >>
 

VIDEO: LA CHIESA ALTROVE, DON ANDREA SANTORO E LA TURCHIA

LIBRO: Don Andrea Santoro. Un prete tra Roma e l'Oriente