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I corridoi umanitari, una via di accoglienza e di integrazione per chi fugge dalla guerra. Intervista a Marco Impagliazzo

3 Marzo 2020

corridoi umanitari

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I corridoi umanitari, una via di accoglienza ed integrazione in un Mediterraneo di sangue.

Marco Impagliazzo: "L'esperienza finora e travolgente, ci sono 3000 persone accolte in Europa, 2500 in Italia con questa via a costo zero per lo stato, che ha coinvolto le comunità che li accolgono le persone gli sponsor e questo è molto importante perché è la prima via di integrazione."

Nel deserto di soluzioni alternative ai muri e ai rimpatri dei profughi, Sant'Egidio, con la Conferenza Episcopale Italiana, le Chiese valdesi ed evangeliche, 4 anni fa apre una strada.

Marco Impagliazzo: "È una via  legale perché è lo stato italiano, le forze di polizia che verificano queste persone prima che viaggino, è una via sicura perché viaggiano in sicurezza."

Oggi i corridoi umanitari in Italia sono una orchestra di oltre 4500 persone, di cui 3 mila volontari, tra associazioni, enti della chiesa, Caritas e chiunque voglia prenderne parte, l'impegno e accogliere con professionalità e concretezza persone che ne hanno veramente bisogno.

Marco Impagliazzo: "Il criterio è quello che la vulnerabilità se ci sono famiglie con tanti bambini o mamme con i bambini, i cui mariti purtroppo non ci sono più a causa della guerra, queste persone vengono accolte immediatamente."

Il 90% degli arrivi è di nuclei familiari, quasi il 40% di minori.

Marco Impagliazzo: "I bambini sono immediatamente scritti a scuola, i genitori a corsi di lingua e cultura italiana gratuiti e poi avviati al mondo del lavoro."

Ad ogni fine mese c'è un corridoio dal Libano con un centinaio di profughi, è stato aperto quello dell'Etiopia e che si vorrebbe operare anche in Libia.

Marco Impagliazzo: "La domanda che noi abbiamo fatto allo Stato italiano è quello di poter collaborare a queste evacuazioni che si fanno dalla Libia per le persone veramente vulnerabilei o che sono state ritenute così dalle associazioni che lavorano sul campo. In Libia finora lo Stato Italiano ha fatto alcune evacuazioni attraverso la Conferenza Episcopale Italiana, ma sono ancora delle gocce nel mare."

Marco Impagliazzo: "Un'orchestra di solidarietà discretamente operosa che però chiede di respiare con i polmoni dell'Europa."

Marco Impagliazzo: "I corridoi umanitari sono una best practice italiana che è stata adottata nei paesi europei, Francia e Belgio, e prossimamente anche in Germania. Questi paesi hanno preso esempio dal modello italiano e l'hanno applicato anche ai loro paesi. Il problema sarebbe allargare il concetto dei corridoi umanitari a tutti i paesi europei. Ci si sta lavorando, speriamo di convincerli, perché sono modelli che vanno Stato per Stato, non riguardano tutta l'Unione Europea ma ogni paese puoi emettere dei visti a territorialità limitata per persone vulnerabili e bisognose di protezione Umanitaria."

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