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Creatività, tecnologia, tanta amicizia: la ricetta che aiuta chi ha una disabilità ad affrontare bene il tempo del coronavirus

25 Marzo 2020

Persone con disabilitàcoronavirus

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La chiusura dei centri diurni, l’interruzione di ogni attività pomeridiana e il venir meno della rete di relazioni che costituisce l’uscire per le strade del proprio quartiere rendono, in questi giorni, la vita di molte persone con disabilità particolarmente difficile.

Tuttavia le persone con disabilità di Sant’Egidio non si sono perse d’animo ed hanno cercato – insieme ai loro amici - nuovi modi per vivere l’amicizia
. In questo, oltre alle telefonate, si sono rivelate preziose le videochiamate e le app di messaggistica che offrono, anche attraverso l’utilizzo degli emoticon, strumenti di comunicazione molto immediati e utilizzabili anche da chi non sa scrivere. Ricevere ed inviare messaggi vocali, immagini,  video, disegni, i canti della festa e della liturgia ha superato anche le difficoltà chi ha un handicap sensoriale ed ha coinvolto tutti in una comunicazione continua e creativa che spezza la solitudine delle giornate.

Per permettere che tutti potessero usufruire al meglio di tutti questi strumenti, è stato necessario coinvolgere familiari, badanti, vicini di casa che volentieri hanno prestato il loro aiuto. In questo modo è stato possibile anche realizzare delle piccole videoconferenze e, in molti casi, aiutare a seguire la preghiera della Comunità e la liturgia domenicale online, rispondendo a un bisogno religioso. La preghiera, allargando i confini delle proprie preoccupazioni, ha condotto a guardare al bisogno di chi in questi giorni si trova in condizioni più difficili: chi vive per strada, gli anziani soli, i disabili in istituto.

La preoccupazione di raggiungere tutti sta coinvolgendo anche alcuni istituti dove, per preservare la salute degli ospiti che si trovano in condizione di maggiore fragilità, sono state interrotte anche le visite dei parenti. In questo caso viene in soccorso la rete di rapporti con chi lavora nelle strutture. Alcuni operatori, infatti, si sono resi disponibili a ricevere messaggi sul proprio telefono personale o su un tablet e successivamente a diffondere – a distanza e in sicurezza - messaggi vocali, immagini e canti. In qualche caso è stato anche possibile  inviare, con l’accordo di alcune direzioni, dei powerpoint da proiettare all’interno della struttura con foto di feste fatte insieme e lettere di saluto. Insieme stiamo impegnandoci a percorrere questa strada in tutte le situazioni possibili perché, anche in questo tempo difficile, nessuno sia dimenticato.

Nell'emergenza #coronavirus non vogliamo lasciare solo nessuno. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto. Puoi donare online. Grazie!



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