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La Polonia è fredda, ma non indifferente

27 Gennaio 2016 - VARSAVIA, POLONIA

PoloniaSenza fissa dimora

Continua in Polonia l’ondata di gelo con temperature che hanno toccato in alcune località i 20° sotto zero. A causa del grande freddo sono morte in pochi giorni più di 50 persone. In pericolo la vita di tanti senza dimora, per i quali mancano alloggi e ripari al caldo.

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Secondo le stime più ottimistiche, a Varsavia vivono più di 1000 senza dimora: molti di più degli alloggi temporanei offerti dal comune e altre associazioni. La Comunità di Sant’Egidio tutti i giovedì distribuisce cena e bevande calde a 150 persone in due luoghi del centro della città. Inoltre, soprattutto in questi giorni di gelo, più volte la settimana, visita decine di persone nelle zone più periferiche ed isolate: boschi, parcheggi, case diroccate.

Dopo il pranzo di Natale, che ha ospitato 400 poveri in una tavola apparecchiata da quasi 500 volontari, è stata organizzata una raccolta di coperte, indumenti e scarpe invernali, ma anche una campagna per l’acquisto di stufe che ha trovato tanti sostenitori sui social. Tra questi il noto giornalista Szymon Hołownia, che sul suo blog ha scritto: “Sono stato in giro per Varsavia con la Comunità di Sant’Egidio. Ho conosciuto Edek e Dorota, che per anni hanno abitato in una tenda vicino all’aeroporto e adesso hanno ricevuto dagli amici di Sant’Egidio un container. C’è la stufa, la cucina, un letto… ma soprattutto c’è Edek, che quelli di Sant’Egidio hanno letteralmente tirato fuori di prigione. Vi era finito per una storia vecchia, con cui aveva già fatto i conti. E vi assicuro, se ogni marito trattasse così la moglie, non esisterebbero matrimoni infelici”. Invitando ad aiutare i senza dimora, Hołownia ha scritto che “a Sant’Egidio cade la distanza tra chi aiuta e chi è aiutato e le relazioni di amicizia, dove possibile, sono alla pari. I senza dimora poi, in cambio dell’aiuto, offrono preghiere e parole sagge, anzi chili e chili di senso della vita”.

Grazie ai tanti articoli e servizi televisivi sul pranzo di Natale e sull’attività di Sant’Egidio, i senza dimora sono divenuti meno invisibili e sempre più persone decidono di impegnarsi in loro aiuto. Un altro blogger, popolarissimo tra i giovani, dopo aver partecipato al pranzo di Natale ha lanciato un appello su facebook: “Aiutiamo i senza dimora! Non immaginate quanto possiamo riceverne in cambio”.