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Sant'Egidio ricorda Boutros Ghali. Definì l'azione per la pace in Mozambico "formula italiana, di riservatezza e informalità"

16 Febbraio 2016

ONUMozambicoPace

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Nel giorno della scomparsa di Boutros Boutros Ghali la Comunità di Sant’Egidio esprime cordoglio e ne ricorda con riconoscenza il difficile lavoro come segretario generale dell’Onu.

Era la prima metà degli anni Novanta, che segnò la storia dell’Europa con l’accelerazione dell’Unione, dopo la caduta del Muro di Berlino, ma anche con il dramma della guerra nei Balcani.

In Africa Ghali sostenne l’impegno di Sant’Egidio per la pace e, in particolare, la mediazione che portò, il 4 ottobre 1992, all’accordo per la pace in Mozambico firmato a Roma, che metteva fine a sedici anni di guerra civile. Ghali, egiziano di famiglia copta, parlò allora di “formula italiana” per descrivere “questa attività pacificatrice” della Comunità, “unica nel suo genere” perché fatta di “tecniche caratterizzate da riservatezza e informalità” in collaborazione con governi e istituzioni.