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“Avevo 17 anni, quando mi hanno rinchiuso ad Auschwitz”. I giovani di Sant'Egidio incontrano Hana, sopravvissuta alla Shoah

19 Aprile 2016 - PRAGA, REPUBBLICA CECA

ShoahRepubblica Ceca

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“Avevo 17 anni, quando mi hanno rinchiuso ad Auschwitz”. Questo il titolo dell’incontro dei giovani della Comunità di Sant'Egidio di Praga con Hana Hnátová, una signora di 92 anni, ebrea, sorella del famoso scrittore ceco Arnošt Lustig.

Hana è stata invitata a raccontare ai giovani la sua storia sofferta di diciassettenne che ha vissuto per diversi anni in quattro campi di concentramento (Terezín, Auschwitz, Freiberg, Mautthausen).

Fino a poco tempo fa Hana non aveva mai voluto parlare del suo passato. Ma, dopo la morte del fratello, ha sentito la responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni un messaggio di pace e un forte rifiuto di ogni pregiudizio o discriminazione.

"Sono contenta di vedere cosi tanti giovani, sono felice, quando posso stare tra di voi. - ha detto  -  Voi, ragazze, siete così belle con i vostri capelli ricci e lunghi. A noi, ad Auschwitz, ci hanno tagliato i capelli per toglierci la nostra bellezza. Ma non sono riusciti a toglierci la solidarietà, la volontà di aiutarci a vicenda. Noi, che potevamo lavorare, abbiamo condiviso anche l’ultimo pezzo di pane con chi era più debole”.

 

La sua testimonianza ha toccato profondamente gli ascoltatori e ha suscitato nei giovani presenti il desiderio diimpegnarsi affinchè questi valori, custoditi coraggiosamente dalal generazione che ha vissuto la terribile esperienza dell'Olocausto, non vadano smarriti, in un momento in cui l'Europa, di fronte alla sfida delle migrazioni, mostra di averne più che mai bisogno.