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Rav Israel Meir Lau ai giovani: "La mia 'vendetta' di sopravvissuto alla Shoah? Il futuro"

20 Settembre 2016

Assisi 2016#Thirst4peacePeace Meeting Assisi 2016

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Ad Assisi, dove sta partecipando al meeting 'Sete di pace' promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, Israel Meir Lau, oggi rabbino capo di Tel Aviv e presidente dello Yad Vashem, rabbino capo d’Israele tra il 1993 e il 2003, ha incontrato lunedì sera 250 studenti, nell’auditorium di una scuola, per portare loro la sua testimonianza come sopravvissuto alla Shoah.

Nato in Polonia nel 1937, quando uscì dal lager aveva quasi otto anni: lui, tra i soli cinque su 47 bambini della sua famiglia che non erano stati uccisi nei campi di concentramento. Meir Lau ha avuto figli e oggi ha numerosi nipoti: “Se incontrassi un nazista, anche se fosse l’assassino dei miei genitori, non ucciderei nessuno. La mia ‘vendetta’ è il futuro”.

Lau ha rievocato la sua amicizia con Giovanni Paolo II, che si era rifiutato, nel dopoguerra, di battezzare i bambini ebrei che erano stati affidati dai loro cari alla protezione di famiglie cattoliche polacche. 23 anni fa Lau incontrò Wojtyla a Castelgandolfo e il Papa gli confidò di avere visto più volte,  da ragazzo, il nonno di Lau, rabbino di Cracovia, ricordandolo mentre andava il sabato alla sinagoga, circondato da bambini: tra questi anche il futuro rabbino capo di Israele, sopravvissuto alla Shoah. “Non c‘è futuro senza memoria” era il titolo dato all’incontro con gli studenti.

Da Lau l’invito ai giovani a costruire la pace a partire da dove sono, ad esempio rapportandosi con amore con i loro anziani: “La pace inizia in casa, nel dialogo tra il padre e la madre, nel loro rapporto, nel modo in cui una famiglia si relaziona con gli anziani. Comportatevi bene, siate gentili, non egoisti, ricordatevi che esiste l’altro. Questo è stato il crimine del primo assassino, Caino, che voleva tutto. Non c’era per lui un fratello ma un concorrente, un avversario. Studiate la storia: se non si conosce il proprio passato non si può conoscere il proprio futuro. Ricordatevi che anche gli altri hanno diritto di vivere”.