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Contro la tratta di esseri umani, la registrazione anagrafica dei minori in Africa #maipiùinvisibili

7 Febbraio 2017

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C’è un popolo di “invisibili”, soprattutto minori, che in molti Paesi africani non riesce ad accedere ai più elementari diritti perché non iscritto all’anagrafe. Milioni che, ufficialmente, “non esistono” rimanendo esposti a grandi pericoli: essere arruolati come bambini-soldato, diventare vittime di schiavitù, abusi sessuali, traffico di organi e lavoro minorile. Senza dimenticare il fenomeno largamente diffuso dei “matrimoni precoci”. Nella Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta, che si celebra domani, 8 febbraio, e che ha scelto come slogan “Sono bambini! Non schiavi!”, la Comunità di Sant’Egidio intende attirare l’attenzione sulla necessità di incrementare le vie per una registrazione allo stato civile universale, cominciando dall’Africa, dove si calcola che più di 85 milioni di bambini l’anno non vengano iscritti all’anagrafe al momento della nascita. Fronteggiare la tratta di essere umani è possibile, proprio a partire dai minori.
Dal 2008 la Comunità di Sant’Egidio combatte questo fenomeno gravissimo con il Programma “BRAVO!” (Birth Registration for All Versus Oblivion) in diversi paesi africani, in primo luogo in Burkina Faso, Mozambico e Malawi. Solo in Burkina Faso, in pochi anni, sono state registrate all’anagrafe 3 milioni e mezzo di persone, togliendo terreno ai trafficanti di esseri umani. Un documento di identità sembra poco. Invece protegge dall’illegalità e permette la partecipazione alla società, dando la possibilità di studiare, lavorare e viaggiare legalmente. È venuto alla luce un intero popolo di invisibili che finalmente ora può esistere e ottenere tutti i diritti negati dalla mancanza di questo fondamentale atto civile.