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Hiroshima: uno scatto che vale più di mille parole

6 Agosto 2018

Guerra

Oggi ricorre il 73mo anniversario di quel terribile 6 agosto 1945 quando fu sganciata la bomba atomica sulla città

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La testa inclinata, il volto sereno, rilassato. Il bimbo sembra dormire sulle spalle del fratello, che rimane immobile. Sembra quasi non voglia disturbare il sonno del piccolo. Ma il fratellino è morto, e il bambino, che ha appena 10 anni, sta aspettando che venga cremato. Una storia immortalata nel 1945 dalla macchina fotografica di Joe O'Donnell, giornalista e fotografo americano che lavorò per la United States Information Agency, inviato in Giappone per documentare gli effetti delle due bombe atomiche sganciate a Hiroshima e Nagasaki. Oggi 6 agosto ricorre il 73mo anniversario, ne facciamo memoria perché è importante ricordare fatti e tragedie del passato per non ripeterle.

Papa Francesco ha voluto farla riprodurre su un cartoncino e distribuirla. La fotografia è accompagnata dal commento “…il frutto della guerra”, seguito dalla sua firma autografa. In fondo la breve didascalia in spagnolo: “la tristezza del bambino si riassume tutta nelle sue labbra morse fino a trasudare sangue“.

Uno scatto che vale più di mille parole.