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"La guerra è diabolica, l'accoglienza è nello Spirito di Dio". Commozione e gioia per l'arrivo dei profughi dalla Siria. Rivedi la conferenza stampa

31 Ottobre 2018

corridoi umanitariprofughi

Le parole di Andrea Riccardi, del pastore Paolo Naso, di Jasmine, la prima arrivata in Italia e ....

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"Casa mia, casa tua" il proverbio arabo, citato da Andrea Riccardi, suscita un applauso caloroso tra i profughi giunti all'alba dalla Siria. Sono parole familiari, ma anche una sintesi perfetta del momento indimenticabile che stanno vivendo: la guerra è dietro le spalle, e davanti a loro una nuova casa, di qualcuno, che l'ha aperta per loro. E' l'Italia che accoglie, quella che la Comunità di Sant'Egidio insieme alla Federazione delle Chiese evangeliche e la Chiesa valdese, conosce bene. Quell'Italia che c'è, che apre le case, che scalda i cuori, che insegna gratuitamente la lingua, un lavoro, aiuta a curare le malattie più brutte contratte per la guerra.

E' quello che, con commozione semplice e vera, racconta Jasmine, la prima arrivata in Italia con i corridoi umanitari. Lo dice prima in italiano, poi lo ripete in arabo: sono stata accolta e oggi vi accolgo: mia figlia è curata, mio marito lavora, io ho imparato l'italiano e ripreso a studiare. E' giovane Jasmine, ama il nostro paese e insegna ai figli a fare lo stesso. Grazie ai corridoi umanitari, c'è un futuro per lei e anche un po' di più per tutti noi. 

"La guerra è diabolica, l'accoglienza e l'ospitalità sono nello Spirito di Dio", dice loro Andrea Riccardi, che prosegue "Non ci siamo abituati all'arrivo dei profughi dalla Siria. Continueremo a tenere aperti i corridoi umanitari".