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L'allarme coronavirus: in tempi di crisi c'è sempre un nemico. Un editoriale di Andrea Riccardi

14 Febbraio 2020

Andrea Riccardi
Cina

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La crisi del coronavirus ha provocato allarme tra la gente. È vero che la situazione in Cina è seria e bisogna prendere misure di prevenzione in tutto il mondo. L'epidemiologia mostra che con la globalizzazione, gli scambi intensi e i viaggi veloci la diffusione del virus è più rapida. Tanto panico è però ingiustificato. Addirittura ridicolo quando si scatena contro i cinesi che vivono in Italia da anni.
Ad Avellino due studenti cinesi del Conservatorio sono stati insultati e malmenati per allontanarli perché presunti portatori del virus. Addirittura, a Cagliari un filippino è stato scambiato per cinese e fatto oggetto di insulti e violenza. Siamo al parossismo! Questa è l'espressione della logica della paura che ci domina e identifica il "nemico", di volta in volta, in un gruppo etnico. Oggi i cinesi porterebbero il virus e il contagio. Poco tempo fa il "nemico" era visto nell'africano o nell'emigrato che invadeva l`Italia. Se si elimina o si allontana (magari con un muro o una cordone di sicurezza) il nemico allora saremo tranquilli: così si pensa. (Continua a leggere)