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L’Africa e la pandemia: il caso della Guinea e l’azione di Sant'Egidio

20 Luglio 2020 - GUINEA

Covid-19
coronavirus

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La Guinea, 12 milioni di abitanti, è un paese dell’Africa Occidentale ricco di risorse minerarie: è il quarto produttore al mondo di bauxite ed è dotata di enormi riserve di ferro e di oro. Ma soprattutto, come per altri paesi africani, la sua vera ricchezza è l’abbondanza di terra coltivabile. Vantaggi che però non si riflettono sulle condizioni di vita della grande maggioranza della popolazione. Tra il 2014 e 2016, la Guinea ha anche vissuto la tragedia del virus Ebola con migliaia di morti.

In un contesto già estremamente incerto è apparso sulla scena il Covid-19.
La diffusione del virus, partita dalla capitale Conakry, è arrivata rapidamente in tutte le regioni del paese. Il 27 marzo le autorità dichiarano lo stato di emergenza sanitaria e la chiusura delle frontiere per tutti sia in entrata che in uscita. Vengono chiuse le scuole, i luoghi di intrattenimento e i luoghi di culto. Viene anche dichiarato il coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00. Molti non credono alla pandemia, dicono che è una invenzione, alcuni si propongono come guaritori fornendo rimedi ispirati alla medicina tradizionale. La gente è arrabbiata, i prezzi dei trasporti aumentano e di conseguenza quelli dei generi di prima necessità. Pochissimi utilizzano le mascherine.

La Comunità di Sant’Egidio in Guinea, nel periodo del lockdown, ha avviato incontri di sensibilizzazione e informazione sulla diffusione del virus e la sua prevenzione  anche per mezzo di trasmissioni radio, continuando la vicinanza alle persone più fragili all’insegna di una necessaria responsabilità collettiva.
In particolare a Mamou e Guéckédou, città dell’interno dichiarate "zone rosse", Sant'Egidio, rispettando le disposizioni e prendendo le dovute precauzioni, ha realizzato distribuzioni regolari di sapone, mascherine e disinfettanti agli anziani, ai prigionieri e alle persone che vivono per la strada.
A Conakry non si fanno mancare gli aiuti ai prigionieri e a Dubreka il pozzo del centro DREAM, come la fontana del villaggio, distribuisce acqua anche alle persone del quartiere adiacente, che ne sono sprovviste.

 



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