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Migranti, la via possibile dei corridoi umanitari: un'iniziativa della società civile, autofinanziata, per accogliere e integrare. Ne parla Daniela Pompei su Rai3

28 Settembre 2020

corridoi umanitari
Daniela PompeiLesbos

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Il prossimo corridoio umanitario farà arrivare in Italia dalla Grecia 300 persone, in provenienza dall'isola di Lesbo, dove il campo profughi di Moria è stato distrutto dalle fiamme. In base al recente accordo con il governo italiano, quest'ultimo corridoio umanitario, autofinanziato dalla Comunità, mostra il volto di un'Italia che accoglie nella legalità.

Daniela Pompei interviene alla puntata di FuoriTG3 dal titolo "Migranti: la via possibile" per spiegare come i corridoi umanitari siano una via per l'accoglienza e l'integrazione dei rifugiati.

La sottoscrizione aperta per accogliere i profughi di Lesbo »

La puntata integrale di FuoriTg3 del 28/09/2020 »

La Comunità di Sant'Egidio nell'aprire corridoi umanitari per i rifugiati ha fatto esperienza di una grande solidarietà diffusa. Dal 2016, con i corridoi umanitari dal Libano e dall'Etiopia, è in realtà la società civile a rispondere al dramma dell'immigrazione aprendo una via legale, attraverso un programma totalmente autofinanziato, senza spese per lo Stato. Sono parrocchie, associazioni, famiglie che si mettono insieme per prendersi l'onere dell'accoglienza almeno per un anno delle persone che arrivano e di accompagnarle verso l'integrazione.

Non è solo un'esperienza italiana. Francia, Belgio e anche la piccola Andorra hanno replicato il modello. Daniela Pompei – in studio a FuoriTg3 – auspica che in altri Paesi europei, accanto ai programmi governativi di reinsediamento e ricollocamento, si aprano nuovi corridoi umanitari che nascano dalla società civile.