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Giornata Mondiale contro l’AIDS: l'impegno del programma DREAM in Africa al tempo del Coronavirus #WorldAIDSDay

1 Dicembre 2020

AidsDream

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La pandemia da Covid-19 in Africa rischia di avere effetti devastanti su una popolazione già messa a dura prova da un altro virus con cui lotta da decenni: l’HIV. Il Coronavirus mostra ancora una volta quanto il diritto alla salute sia strettamente legato alla riduzione delle disuguaglianze, ai diritti umani, alla protezione sociale e alla crescita economica. Un fenomeno che ha colpito tutti, anche in Italia, ma che in Africa può avere ripercussioni molto più pesanti, con un’onda anomala che si aggiunge a un mare in tempesta. E, per quanto questo mare, visto dall’Europa, possa sembrare molto lontano, la questione africana assume sempre di più i connotati di un problema globale. Il Coronavirus ha dimostrato al mondo che nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro. Sono necessarie “solidarietà globale, responsabilità condivisa”. Un binomio che è anche il tema di quest’anno della Giornata Mondiale contro l’AIDS. Ed è anche lo spirito con cui il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio continua il suo impegno in Africa, raddoppiando gli sforzi di fronte a un doppio nemico: l’HIV e il Covid-19.

DREAM è il programma di Salute Globale, della Comunità di Sant’Egidio nato nel 2002 per la prevenzione e cura dell’AIDS in territorio africano. Un programma che ha reso possibile e accessibile gratuitamente non solo la terapia antiretrovirale, ma anche tutto l’insieme di misure e fattori che la rendono efficace: educazione alla salute, sostegno nutrizionale, diagnostica avanzata, formazione del personale, contrasto della malaria, della tubercolosi, delle infezioni opportunistiche e soprattutto della malnutrizione. Ad oggi, DREAM è attivo in 10 Paesi africani, con 500.000 pazienti in cura, 120.000 bambini nati sani da madre sieropositiva, 50 day-hospital, 28 laboratori di biologia molecolare, in collaborazione con i sistemi sanitari nazionali, ha ampliato l’accesso alle cure, mettendo in funzione nuove strutture sanitarie e formando il personale locale.

Proprio grazie al personale formato e alle strutture stabili, DREAM è riuscito ad affrontare con efficacia l’arrivo del Coronavirus in Africa. In tutti i Paesi in cui è presente il programma della Comunità di Sant’Egidio, i pazienti sono stati sottoposti allo screening per il Coronavirus nei centri attrezzati per gestire in sicurezza la nuova pandemia. I laboratori di biologia molecolare DREAM, si sono messi a disposizione dei Ministeri della Salute locali per processare i test necessari alla diagnosi di COVID19. In particolare in Mozambico e Malawi, sono diventati un supporto importante per arginare la pandemia nei paesi. A Balaka i test sono iniziati il 4 maggio e ad oggi se ne contano più di   3.000. A Blantyre ne sono stati effettuati dal 22 maggio oltre 10.000, mentre a Beira, dal 16 giugno, ci sono stati quasi 13.000 tamponi.

L’obiettivo è non lasciare che la pandemia metta a rischio la già fragile condizione di chi già combatte contro l’HIV. Per questo, i medici di DREAM lavorano per impedire al nuovo virus di vanificare gli importanti risultati raggiunti finora. Ma questo potrebbe non bastare. Oggi non ci sono le risorse sufficienti per la lotta ad HIV/AIDS. E l’arrivo del Covid-19 non fa altro che complicare il quadro.
È necessario che gli Stati occidentali non diminuiscano l’aiuto pubblico allo sviluppo in Africa, come tanti sono tentati di fare. È essenziale aumentare la connessione tra sanità europee e africane, in terapia e ricerca, per scongiurare future pandemie. Inoltre, bisogna prepararci a distribuire il vaccino in Africa, perché non sia lasciata indietro.

Il 2020 verrà ricordato come l’anno del Coronavirus. Ma il pianeta non può permettersi di dimenticare l’HIV. Un’emergenza nell’emergenza, in cui non è possibile lasciare indietro nessuno. Un impegno che non è solo di tipo sanitario e sociale, ma anche economico. D’altra parte, gli investimenti fatti nella lotta contro l’Aids, nuove infrastrutture, formazione del personale sanitario, distribuzione capillare di farmaci, hanno permesso all’Africa oggi, di essere meglio preparata ad affrontare la nuova pandemia. E questo è anche l’impegno del programma DREAM, che si rinnova ogni primo dicembre, Giornata Mondiale contro l’AIDS: si rinnova perché si replica, con gli stessi obiettivi, ma anche perché diventa ogni volta “nuovo”, adattandosi alle continue emergenze sociali e sanitarie.
 

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