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La carta dei diritti degli anziani e dei doveri della comunità. Dal blog "Viva gli anziani!"

26 Giugno 2022

Anziani

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La pandemia da Covid 19 ha avuto terribili conseguenze sulla vita degli anziani, con i numerosissimi decessi in RSA e case di riposo, che hanno svelato l'inadeguatezza di un sistema assistenziale basato sulle residenze e poco o per nulla presente sul territorio e nelle abitazioni. Proprio per questo, nel Settembre del 2020 il Ministro della salute Speranza insediava una “Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria alla popolazione anziana”, nominando come coordinatore della stessa Vincenzo Paglia.
Uno dei primi atti della Commissione, composta da studiosi e uomini e donne di cultura in diversi campi, è stato mettere a punto una Carta dei diritti degli anziani e dei doveri della comunità, che ispirasse la riforma e desse vita ad una visione nuova della vecchiaia. Proprio in questi giorni la Carta ha avuto una diffusione nazionale con 300.000 copie di Famiglia Cristiana. Il documento ha l’ambizione di voler aiutare un cambio di paradigma, prima culturale e poi organizzativo e assistenziale, nella consapevolezza non solo dei diritti di chi è avanti negli anni, ma anche nei doveri della società nell’accogliere e nel valorizzare questa età della vita.
La Carta scandisce tre contesti in altrettanti capitoli: 1) il rispetto della dignità della persona anziana, 2) i principi e i diritti per una assistenza responsabile, 3) la protezione per una vita di relazione attiva. Dalle sue pagine emerge un nuovo modo di intendere la vecchiaia, non più intesa come tempo “inutile” della vita, ma al contrario, come la stagione della generosità, della libertà e di una crescita interiore. Il documento non si limita a formulare una norma, ma fornisce molti esempi concreti ed è arricchito da storie di vita, materiale che nasce dalla esperienza di Sant’Egidio.  Questa presentazione vuole dimostrare il carattere popolare della Carta e favorirne la diffusione e la conoscenza proprio in vista di una diversa percezione dell’età anziana. Nelle intenzioni della Commissione poi, essa dovrà avere una diffusione europea e presso le Nazioni Unite, mediata da incontri e convegni ad ogni livello.

 

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