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A Varsavia il 28 Settembre "Morire di speranza", preghiera per i rifugiati. Presiede il Cardinale Kazimierz Nycz

28 Settembre 2022 - VARSAVIA, POLONIA

Morire di speranzaMIGRANTI

Alle ore 20 nella chiesa di Santa Barbara, ul. Nowogrodzka 51

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A Varsavia, mercoledì 28 settembre alle ore 20, si svolgerà la preghiera ecumenica per i profughi nella parrocchia di S. Barbara a ul. Nowogrodzka 51. Sarà presieduta dal card. Kazimierz Nycz, arcivescovo di Varsavia.

Alla preghiera parteciperanno anche i rifugiati e gli immigrati che vivono a Varsavia e sono invitati tutti coloro che desiderano esprimere la loro solidarietà ai rifugiati.

 Siamo orgogliosi che così tanti polacchi abbiano accolto con generosità e solidarietà gli ucraini in fuga dall'incubo della guerra negli ultimi mesi. Allo stesso tempo, vogliamo ricordare coloro che sono ancora dietro le porte chiuse dell'Europa, comprese le nostre porte.

Vogliamo ricordare i nomi e le storie delle persone che hanno pagato il prezzo più alto sulla via della libertà, della sicurezza e del rispetto. Una di loro è Loujin, 4 anni, siriana, morta di sete pochi giorni fa, mentre con i suoi genitori, la sorella minore e altri profughi aspettavano da 10 giorni di essere soccorsi su una barca bloccata nel Mar Mediterraneo al largo della costa di Malta. La preghiera è un'espressione del ricordo delle persone che hanno pagato il prezzo più alto sulla via della libertà, della sicurezza e del rispetto. Per la seconda volta, oltre i caduti nelle pericolose acque del Mar Mediterraneo, nelle trappole del deserto dell'altopiano messicano o nelle micidiali correnti del fiume Evros al confine tra Europa e Asia, saranno ricordate anche le vittime che hanno perso la vita nelle foreste al confine della Polonia. Proviamo dolore, vergogna e un senso di ingiustizia.

Vogliamo incontrarci in preghiera perché crediamo fermamente che possa essere la risposta giusta. Piegandoci sulla morte, vogliamo rispettare la vita incondizionatamente, chiedendo solidarietà, fratellanza e compassione con tutti i rifugiati.