Malawi, l'orrore si ripete: 7 arsi vivi per stregoneria. Avevano ossa, forse di persone albine, per i riti

3 Marzo 2016

AfricaMalawiviolenza

La folla inferocita si è accanita contro gli uomini fermati dalla polizia perché avevano i resti umani in un sacco. A gennaio 4 anziani erano stati linciati per il sospetto di aver praticato la magia nera su una ragazzina

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Una folla inferocita ha ucciso martedì scorso sette uomini nel sud del Malawi. Le vittime sono state bruciate vive perché in possesso di ossa umane utilizzate per praticare riti di stregoneria. È inoltre possibile che le ossa appartenessero a persone affette da albinismo. «Uno degli individui uccisi sembrava nervoso e telefonava in modo frenetico», ha spiegato ieri Kirdy Kaunga, a capo della polizia del distretto di Nsanje, dove sono avvenute le violenze. «Quando l'abbiamo fermato, l'uomo ha ammesso di avere dentro il sacco delle ossa umane e ci ha permesso di trovare i suoi sei complici. A quel punto - ha continuato Kaunga -, la gente del villaggio ha inseguito e bruciato con della benzina tutte e sette le persone».
Alcune foto dell'accaduto mostrano i corpi carbonizzati davanti a una folla costituita anche da donne e bambini. «Gli esperti stanno eseguendo gli esami sulle ossa trovate nel sacco -ha detto ieri James Kadazera, portavoce della polizia
nella regione -. Solo così sapremo se si tratta di ossa sottratte a persone affette da albinismo». È anche in corso un'indagine per arrestare i principali responsabili che hanno bruciato i sette uomini. La polizia ha infatti condannato la «giustizia della folla». Non è la prima volta dall'inizio dell'anno che in Malawi scoppiano delle violenze contro chi è accusato di essere legato alla stregoneria. Lo scorso 26 gennaio, quattro anziani sono stati uccisi perché sospettati di aver praticato della magia nera contro una ragazzina di 17 anni, morta a causa di un fulmine durante un temporale. La comunità di Sant'Egidio, attraverso un suo rappresentante nel Paese, don Ernest Kafunsa, era intervenuta con una nota dicendo che «era necessario come cristiani opporsi alla pratica del linciaggio».
Dal dicembre 2014 c'è stato un aumento degli attacchi contro gli albini in Malawi. «Lo scorso settembre è stato arrestato un insegnante intento a vendere una studentessa albina per 10mila dollari -hanno confermato le autorità-, insieme a lui ci sono molti altri che aspettano di essere processati per crimini simili». Secondo le statistiche governative, in Malawi una persona su 1.200 è affetta da albinismo.
Come in gran parte del continente, c'è una profonda ignoranza riguardo a tale malattia. La pelle chiara sul corpo di un africano porta la gente a pensare che gli albini abbiano poteri magici, portino fortuna o siano opera del demonio. È così che diverse parti del loro corpo vengono amputate o strappate, e poi vendute ai guaritori tradizionali per farne pozioni o amuleti.


[ Matteo Fraschini Koffi ]