Il digiuno contro il male

29 Maggio 2016

NapoliPreghieraviolenza

L'invito può apparire sorprendente ma ci porta alla radice stessa dell'esperienza religiosa

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Caro direttore, la Chiesa di Napoli ha promosso per il 31 maggio una giornata di digiuno e preghiera in risposta alla violenza che in tanti modi colpisce le nostre città. All'inizio del suo episcopato il cardinale Sepe con un gesto forte chiese ai giovani di deporre i coltelli: in molti risposero all'appello.
In questi anni a più riprese il vescovo ha richiamato i fedeli e tutti gli uomini di buona volontà alla comune responsabilità verso la città e le sue ferite: la Chiesa di Napoli appare così in perfetta sintonia con l'invito di papa Francesco ad uscire dalle sacrestie.

In tanti modi la Chiesa lavora quotidianamente per una risposta alla violenza: nell'educazione dei giovani, nell'attenzione ai più deboli, nell'accoglienza ai nuovi europei.
L'invito alla preghiera e al digiuno può apparire sorprendente ma ci porta alla radice stessa dell'esperienza religiosa. Il digiuno chiede di rinunciare a un consumo vorace, in fondo violento;
la preghiera porta a concentrare le proprie energie spirituali sul dolore degli altri, combattendo la violenza di un atteggiamento egocentrico. Si esprime qui una verità profonda, ben comprensibile anche ai non credenti: il male nelle sue diverse espressioni si combatte anzitutto dentro di sé.
Non si tratta del retaggio di antiche e superate consuetudini ma della forza debole e concreta che sprigiona dal patrimonio spirituale cristiano: questi tempi incerti ne hanno davvero bisogno.


[ Marco Rossi - Comunità di Sant'Egidio ]