L'alternativa ai barconi? Apriamo i corridoi umanitari

31 Maggio 2016

Triestecorridoi umanitari

Domani alla Marittima l'approfondimento sul progetto della Comunità di Sant'Egidio

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La Comunità di Sant'Egidio presenta ufficialmente il progetto internazionale "Corridoi umanitari" domani alle 17, alla sala Oceania della Marittima. Interverranno Cesare Zucconi, della Comunità di Sant'Egidio, e il giornalista Mauro Manzin.
Il progetto, che insieme a Sant'Egidio vede coinvolte le chiese evangeliche italiane e la Tavola valdese, si pone l'obiettivo di evitare i viaggi sui barconi della morte da parte dei profughi provenienti dalle zone di guerra nell'area del Mediterraneo a tutela soprattutto dei bambini. Si impedisce così lo sfruttamento dei trafficanti a danno di chi fugge dalle guerre, concedendo a persone in condizioni di vulnerabilità un ingresso legale sul territorio italiano.
Le associazioni promotrici avviano contatti diretti con i rifugiati nei Paesi interessati dal progetto, predispongono una lista di potenziali beneficiari da trasmettere alle autorità consolari italiane, che dopo il controllo da parte del ministero dell'Interno rilasciano i visti umanitari con validità territoriale limitata con tutti i necessari controlli da parte delle autorità italiane. Giunti in Italia, i profughi sono accolti dalle stesse associazioni e viene insegnato loro l'italiano per favorire l'integrazione. Da febbraio sono già arrivate duecento persone, siriani in fuga dalla guerra che vivevano nei campi profughi del Libano. Il progetto prevede l'arrivo di mille persone nell'arco di due anni. I corridoi umanitari sono totalmente autofinanziati dalle associazioni promotrici, l'otto per mille della Chiesa Valdese e altre iniziative di raccolta fondi.


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