A Termini fiori per Modesta Valenti, morta per indifferenza

12 Giugno 2016

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La Comunità di Sant'Egidio rinnova l'omaggio alla clochard che nel 1983 non ricevette soccorsi perché troppo sporca. Impagliazzo: nuova sensibilità

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Una corona di fiori e decine di gerbere colorate per non dimenticare Modesta Valenti e gli invisibili di Roma. Questo lo scopo della cerimonia che si è svolta lunedì al binario 1 della stazione Termini.
Modesta Valenti era una clochard di 71 anni: il 31 gennaio 1983 si sentì male alla stazione ma non fu soccorsa dall'ambulanza perché troppo sporca. Morì dopo ore di agonia tra l'indifferenza generale. «Perché nessuno muoia più abbandonato»: è il monito scritto su una targa affissa il 10 marzo 2014 in ricordo di Modesta.
«Abbiamo bisogno per la nostra cultura, per la nostra società e soprattutto per il nostro futuro di luoghi dove fare memoria, che abbiano una forza evocativa - ha affermato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio -. Noi vogliamo proteggere e custodire questo luogo che dovrebbe essere una pietra d'inciampo che ci distolga dalla fretta, dai pensieri e dai problemi quotidiani e ci porti a riflettere sulle persone invisibili, nostri concittadini».
Da tanti anni i volontari della Comunità di Sant'Egidio, associazioni, parrocchie, gruppi di cittadini aiutano i senza fissa dimora della Capitale. «Questo lavoro ha fatto crescere una nuova sensibilità - ha aggiunto Impagliazzo -. Modesta non è morta invano. E questa è una grande priorità per Papa Francesco». Non sono pochi, poi, quelli che hanno sperimentato sulla propria pelle cosa significhi vivere per strada: la solitudine e l'indifferenza di chi ti passa accanto.
Renato Mazzoncini, amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato, ha sottolineato che ricordare Modesta a 33 anni dalla morte significa che non è morta invano. «La sua morte ha avuto lo scopo di aumentare la sensibilità delle istituzioni rispetto a questi problemi che dal 1983 ad oggi sono aumentati nonostante ci si sforzi per contenerli. Non si fa mai abbastanza. In Europa i poveri sono 130 milioni, solo in Italia hanno superato i 4 milioni e il 20% della popolazione è a rischio povertà. Sono 50mila le persone senza fissa dimora a cui si aggiungono i 350mila migranti che hanno raggiunto l'Italia negli ultimi due anni. Numeri grandi ma affrontabili con responsabilità e solidarietà».
Il gruppo Ferrovie dello Stato ha messo in piedi un'ampia rete di solidarietà intorno alle stazioni: 16 help center, centri di accoglienza notturna e diurna come l'ostello Caritas Don Luigi Di Liegro, dove papa Francesco ha aperto la Porta Santa della carità, hub per l'accoglienza dei migranti. Per queste iniziative il gruppo ha messo gratuitamente a disposizione di Comuni e associazioni oltre 15mila metri quadri di spazi per un valore di 25 milioni di euro. Inoltre, nel periodo dell'emergenza freddo, insieme alle associazioni, ha offerto 88mila pasti e bevande e distribuito 14mila coperte.


[ Roberta Pumpo ]