Italia Oggi

La Lega fa sgombrare i barboni

3 Agosto 2016

SolidarietàSenza fissa dimoraTrieste

Dura reazione del Pd e delle associazioni d'assistenza

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Pierpaolo Roberti dev'essere uno che i barboni li chiama barboni. Senza accezioni romantiche o francesismi. «Ci sono i mendicanti di professione e c'è chi vive per strada per scelta, cioè chi rifiuta qualsiasi aiuto. Per non parlare di chi proviene dai paesi dell'Est con la speranza di una vita migliore. Ma se pensano che quello sia il modo, tornino a casa loro». Robertí, vicesindaco di Trieste ed esponente della Lega Nord, ha annunciato l'entrata in vigore di un'ordinanza per allontanare i senzatetto dal centro della città. A cominciare da agosto, dormire in strada o sulle panchine diventerà reato e le forza dell'ordine saranno autorizzate a sequestrare cartoni e coperte. Un provvedimento, quello di Roberti, che ha scatenato la reazione dell'opposizione e delle associazioni di volontariato.
Secondo il Piccolo, Roberti ha intenzione di contrastare il progressivo aumento di migranti e residenti che s'accampano per strada o dalle parti della stazione ferroviaria. L'obiettivo è salvaguardare il decoro di Trieste. Scatoloni, carrelli e tutto quel che verrà abbandonato nei vari punti della città sarà rimosso e gettato nella spazzatura. L'ordinanza sarà valida sino al 30 ottobre, dato che è uno strumento amministrativo volto ad affrontare interventi urgenti. «Ma l'intenzione», ha sottolineato Roberti, «è fare in modo che il provvedimento possa essere definitivo». Per i trasgressori non saranno previste sanzioni e il comune, dal provvedimento di Roberti, non incasserà nulla. «Sono persone povere che non hanno soldi per pagare. In ogni caso», ha aggiunto il leghista, «questa dell'ordinanza è l'unica modalità per mandare via la gente dalla strada e per buttare nella spazzatura tutti gli effetti personali abbandonati». Il provvedimento del vicesindaco ha fatto discutere. In particolare, è stato l'ex sindaco Roberto Cosolini (Pd), sconfitto alle amministrative di giugno da Roberto Dipiazza, eletto col centrodestra, ad attaccare Roberti. «L'ordinanza è inquietante», ha spiegato Cosolini, «e denota l'incapacità di farsi carico del disagio sociale. Non s'affronta il problema togliendolo dalla vista. È un atto in linea con i segnali che, da alcune settimane a questa parte, stiamo vedendo a Trieste: solo gesti eclatanti, questi sì che sono un attacco alla sicurezza».
Contro l'ordinanza della giunta Dipiazza s'è schierata anche la comunità di Sant'Egidio, che si occupa dell'assistenza ai barboni. «È in atto una guerra ai poveri e non alla povertà», ha sottolineato il presidente, Paolo Parisini. «Lo sgombero delle persone non è una soluzione. Il comune dovrebbe occuparsi dell'inserimento abitativo». Parisini confida comunque nel buon cuore dei vigili urbani. «Il provvedimento appare dimostrativo, perché l'applicazione dell'ordinanza spetta poi agli agenti della polizia municipale, dotati di umanità e attenzione. Lo sappiamo per esperienza: non strapperanno mai di mano una coperta a una persona. Sarebbe disumano».
Roberti, però, vuole andare fino in fondo. «Il comune non è disposto a tollerare questi fenomeni di degrado cittadino. Non vorremmo trovarci nelle condizioni di sgomberare strade e panchine o di buttare via la roba di queste persone. So per certo che la maggior parte dei senzatetto sono stranieri», ha detto ancora Roberti. «Sono qua per una vita migliore. Ma la strada non è la vita migliore che cercavano». E allora, via tutti.


[ Gaetano Costa ]