«La sconfitta della politica» La Chiesa scende in campo

12 Giugno 2018

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Caso Aquarius e porti chiusi: il mondo cattolico chiede un rapido ritorno alla ragionevolezza

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Ero straniero e non mi avete accolto. Il coraggioso tweet del cardinale Gianfranco Ravasi è stato ieri il primo commento di un esponente ecclesiastico alla vicenda dell'Aquarius mentre era alla deriva in attesa di un porto dove sbarcare i 629 migranti. Il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ha citato una frase del Vangelo di Matteo e si è esposto sui social agli strali dei molti supporter della scelta del governo italiano di chiusura dei porti ai profughi. Ma in tutta la giornata non sono mancate le critiche di prelati, religiosi e associazioni cattoliche verso la linea dura.
Un altro cardinale, l'arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas italiana Francesco Montenegro non ha usato giri di parole. «Credo che questa non sia una vittoria dell'Italia, ma una sconfitta della politica e dell'Ue in particolare che non sa gestire queste emergenze e prova a far rimbalzare la palla delle responsabilità mentre degli esseri umani rischiano. L'Europa deve prendere atto che nessuno può fermare questi flussi epocali e non è chiudendo porti che si troverà una soluzione. La prossima volta che si fa? Si aspetta di volta in volta che un Paese si faccia generosamente avanti? Facciamo un bel sorteggio? Con la vita umana non si può giocare!».
Anche il messaggio su twitter dell'arcivescovo di Madrid, cardinale Carlos Osoro Sierra non

lascia dubbi: «Il mandato è chiaro: ero forestiero e mi avete accolto. Al di là delle considerazioni politiche e legali, quando si legge la vita a partire dal Vangelo, si va a cercare l'altro. Aquarius è una chiamata di Cristo all'Europa».
La Comunità di 
Sant'Egidio chiede invece al governo M5s-Lega di continuare a salvare e, al tempo stesso, invita i Paesi Ue ad assumersi le loro responsabilità: «Le navi, come l'Aquarius, possono attraccare nei porti italiani o in altri porti mediterranei, ma i differenti Stati europei, non solo l'Italia o la Grecia, dovrebbero condividere l'accoglienza facendosi carico, ognuno, di una quota di profughi. Il ricollocamento immediato di chi chiede asilo - come già sperimentato - alleggerirebbe l'impegno del nostro Paese e faciliterebbe l'
integrazione, la più grande sfida vissuta attualmente dall'Europa alle prese con l'immigrazione», afferma Sant'Egidio che invoca «interventi più incisivi e di lunga durata nei Paesi di origine insieme alla riapertura di vie di ingresso regolare per motivi di lavoro, dato il preoccupante calo demografico in Europa». (........)


[ PAOLO LAMBRUSCHI ]