Nell'odissea di Martinez un monito internazionale contro la pena di morte

6 Dicembre 2018

Pena di MorteTrieste

Lo spagnolo Joaquin Jose ha raccontato la sua storia alla Sala Tergeste: detenuto perché accusato di due omicidi, fu poi scagionato e salvato

Condividi su


In occasione della campagna di sensibilizzazione contro la pena capitale "Cities for lifes", promossa dalla Comunità di Sant'Egidio, lo spagnolo Joaquin Martinez, ex condannato a morte, ha raccontato ieri la sua storia alla platea della Sala Tergeste di piazza Unità.
La ricorrenza internazionale rappresenta la più grande mobilitazione planetaria che, dal 2002, si propone di portare all'attenzione i cinquantotto Paesi del mondo dove ancor oggi è mantenuta questa forma di punizione. In nome di una forma più alta e civile di giustizia, nella serata di ieri, si è voluto anche celebrare i risultati ottenuti: 769 monumenti illuminati, 92 nazioni e 6589 eventi. Sono questi i grandi numeri che il movimento ha raggiunto, riproponendo con passione e costanza la necessità di abolire la pena di morte.
Ed è proprio tramite il caso di Martinez che si vuole infatti raccontare lo strumento "iniquo, ingiusto e disumano" che talvolta può incastrare persone innocenti. Accusato ingiustamente (come poi si capirà) dell'omicidio di un ragazzo e di una ragazza, Joaquin Jose Martinez viene condannato alla pena capitale e rinchiuso nel braccio della morte della Florida, negli Stati Uniti.
Nato in Ecuador e vissuto a New York, Martinez era favorevole alla pena di morte: «Pur frequentando una scuola cattolica, ero favorevole alla pena di morte; nelle scuole americane infatti ai bambini viene detto che è giusta, si invitano poliziotti e politici per spiegare la correttezza di tale pratica, ma
non si invita mai una controparte. Così io sono cresciuto nella convinzione che uccidere un omicida fosse giusto».
Martinez continua a sostenere la sua opinione fino a quando viene accusato come il presunto autore del duplice omicidio, e finisce "dentro", nel gennaio del 1996. La vita nella sezione del carcere non è tuttavia come descritta dai luoghi comuni della televisione. A contatto con i detenuti, Martinez si rende conto dell'umanità di alcuni soggetti, delle terribili condizioni in cui loro ed egli stesso sono catapultati. Ma non è solo: la pressione che il mondo intero esercita sul governo Usa si fa sempre più forte; tanto che la Corte è costretta a riaprire il processo a suo carico, da cui poi uscirà innocente.


[ Stefano Cerri ]