Sant'Egidio: senza dimora, serve un progetto di ampio respiro

16 Dicembre 2018

Pranzo di Nataledove 2019

Appello alle istituzioni. Guida con i servizi utili per chi vive in strada. A Natale iniziative di solidarietà con i poveri, i pranzi a Roma e nel mondo

Condividi su


Ottomila persone vivono in povertà estrema a Roma, di queste almeno 5.000 dormono per strada o in alloggi fatiscenti, casali abbandonati, discariche, fabbriche dismesse, perfino a pochi passi dal Tevere. E il bando per il Piano Freddo 2018-19 di Roma Capitale prevede appena 235 posti in più. È la denuncia della Comunità di Sant'Egidio lanciata in occasione della presentazione della 29esima guida "Dove mangiare, dormire, lavarsi", dedicata proprio ai senza dimora. La Comunità chiede alle istituzioni un maggior numero di posti letto e centri di accoglienza notturna per le persone che vivono in strada o precariamente ospitate presso centri di accoglienza temporanei. «Non chiediamo interventi spot, ma un progetto di solidarietà attiva e di lungo respiro», afferma monsignor Marco Gnavi, parroco di Santa Maria in Trastevere, che indica un segnale di speranza nel tempo dell'Italia "spaventata e incattivita", come l'ha definita il Censis nel rapporto diffuso pochi giorni fa. Ed è l'aumento dei volontari.
«Sono cresciuti del 20% i servizi di soccorso offerti dai privati e dalle famiglie alla Comunità di Sant'Egidio. E mai come quest'anno siamo sommersi di offerte di volontari per i pasti e le feste del Natale di Sant'Egidio, con l'ultratrentennale appuntamento nella basilica di Santa Maria in Trastevere. La prima edizione nel 1982 con dodici poveri sotto l'altare, ora ne raccogliamo duemila». Non solo senza dimora o immigrati, ma anche anziani che faticano ad arrivare alla fine del mese e uomini e donne che si ritrovano improvvisamente senza un lavoro.
Ma non sarà solo la basilica nel cuore di Trastevere il riferimento per i poveri romani assistiti da Sant'Egidio. Oltre che nelle periferie di numerose città italiane, da Trieste a Reggio Calabria, il 25 dicembre si terranno 50 pranzi con più di 18mila ospiti e verranno realizzati in oltre 20 istituti per gli anziani e nelle carceri, come a Regina Coeli, Rebibbia e Casal del Marmo. Nel mondo il Natale della Comunità toccherà 700 città di 77 Paesi. Un appuntamento solidale che finora ha permesso di invitare al rituale pranzo del 25 oltre 55mila persone in difficoltà e più di 230mila nel mondo. A Roma, in un anno, le cene distribuite da 5.200 volontari alla mensa di via Dandolo sono 80mila, mentre quelle distribuite in strada, tra Roma e provincia, sono 120mila.
Per sostenere le iniziative di solidarietà natalizie, la Comunità ha promosso anche quest'anno una campagna di raccolta fondi che evoca il titolo di una nota commedia teatrale di successo, "A Natale aggiungi un posto a tavola". Si può contribuire con un Sms o chiamata da rete fissa al numero 45586 fino al 25.
Quanto alla Guida "Dove", un volumetto formato tascabile, contiene tutti i servizi utili per chi vive in strada. Ecco allora 42 mense; cene offerte in strada ai senza dimora da 41 associazioni e realtà parrocchiali; 43 centri stabili per trovare un posto letto; 29 servizi docce; 37 centri per curarsi; 174 centri di ascolto, di cui 95 parrocchiali; 13 centri per le donne vittime di tratta; 25 scuole di italiano per stranieri, 11 delle quali presso le sedi di Sant'Egidio. Sono 879 gli indirizzi utili contenuti nella guida dedicata a Modesta Valenti, la donna senza dimora che morì senza ricevere soccorso alla stazione Termini. E c'è un invito per i cittadini, ad essere "sentinelle" per segnalare chi è in difficoltà. Basta telefonare alla Comunità di Sant'Egidio, allo 06.4292929.


[ R. S. ]