«Manca un piano per i senza tetto»

16 Gennaio 2019

Senza fissa dimoraEmergenza Freddo

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Massimiliano Signifredi, Comunità di Sant'Egidio, l'emergenza freddo sta mietendo molte vittime tra i clochard di Roma.
«Si parla di emergenza freddo ma il termine è improprio: non è un'emergenza se di inverno le temperature scendono senza raggiungere particolari picchi e chi ha un fisico più debole, perché magari non vede un medico da tempo, ed è esposto giorno e notte all'umidità e al vento rischia di perdere la vita. Basterebbe un minimo di prevenzione e organizzazione».
Quali sono le maggiori criticità a Roma?
«A Roma ci sono 8 mila senza dimora, 50 mila in tutta Italia. Ma nel resto d'Italia non si contano gli stessi morti di Roma. Questo perché 3 mila persone (le altre 5 mila trovano riparo in strutture di accoglienza, baracche, edifici non utilizzati, restano al freddo. Ed è proprio lì che muoiono».
Cosa si può fare per evitare altre morti?
«Rinnoviamo l'appello già rivolto alle istituzioni e ai cittadini ad essere più solidali. Alle istituzioni di aprire più posti di accoglienza, posti che siano raggiungibili e dignitosi, che garantiscano un minimo di privacy e di decoro. E ai cittadini di segnalare le situazioni di maggiore criticità e di portare coperte, un pasto caldo, perché le morti al freddo si verificano nei luoghi isolati. Noi tutte le sere facciamo un giro mappato nei luoghi in cui vivono i senza dimora, per prestare soccorso dove troviamo situazioni di pericolo».
Il piano freddo del Comune funziona?
«Per il momento non è servito ad evitare queste morti. Il Comune deve proteggere la vita dei cittadini romani e di chi vive a Roma».

 


[ F.Sci. ]