Comunità di Sant'Egidio, sotto la lente le città del Mediterraneo

11 Marzo 2019

ConvegnoMediterraneoLivorno

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 "Le città hanno un'anima": è questo il titolo del convegno che giovedì e venerdì la Comunità di Sant'Egidio dedica a "voci e volti del Mediterraneo". È l'edizione di "Medì 2019" la rassegna annuale di incontri in programma alla Goldonetta che vede la nostra città come crocevia di questa iniziativa – organizzata in tandem col Comune di Livorno – per "lo sviluppo delle relazioni tra le città del Mediterraneo".
Giovedì 14 alle 16, 30 il via
con i saluti del vescovo Simone Giusti e il sindaco Filippo Nogarin, prima delle relazioni sull'identikit della città del Mediterraneo con Andrea Riccardi, ex ministro e fondatore della Comunità di Sant'Egidio, e con Olivier Roy (Istituto Universitario Europeo).
Il primo "panel" è dedicato alle "città da leggere" viste attraverso la lente delle testate locali: intervengono Luigi Vicinanza (direttore del Tirreno), Emily Menguzzato (giornalista del Piccolo), Manuel Delia (Times of Malta) e Khalifa Abo Khraisse (Internazionale).
Venerdì mattina il secondo "panel" (ore 10, 30) è riservato alle storie e alle persone sulle rotte dei migranti nel Mediterraneo: di scena Rassil Barada (Centro Abaad Beirut), lo scultore Eric Kempson (Lesbo), Halima Aissa (associazione Ardepte Tunisi). Seguirà una testimonianza dedicata ai corridoi umanitari che vede protagonista Mahfuz Aldaher (dalla Siria).
Nel terzo panel, sempre venerdì ma nel pomeriggio (alle 16, 30), troviamo architetti, urbanisti e scrittori come "Uomini di terra e di mare" : in campo gli urbanisti Vito Martelliano (Siracusa) e Waleed Karkabi (Haifa), l'intellettuale egiziano Anis Issa (Alessandria d'Egitto) e lo
scrittore Simone Lenzi (Livorno). Alle 18 "omaggio a Lesbo" come chiusura dei lavori.
Gli organizzatori mettono l'accento sul fatto che nel mondo globalizzato sono entrati in crisi gli Stati-nazione: occhi puntati sulle città del Mediterraneo che sono «da sempre approdo – viene sottolineato – dei flussi migratori causati dai grandi movimenti globali e polo attrattivo di scambi materiali e culturali provenienti da almeno tre continenti».
«Emerge un singolare spazio umano, creato – si afferma – nel rapporto con il mare e dalla prossimità tra le persone: uno spazio in cui è ancora possibile aprire un ambito di incontro e confronto, creativo di nuove idee, nuovi legami e nuova storia, guardando al futuro»


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