Medì insegna la «scuola» di convivenza

28 Marzo 2019

FirenzeConvegnoMediterraneo

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Milioni di ragazzi scendono nelle piazze per salvare il mondo, l'odio arma qualcuno in Nuova Zelanda, contro i musulmani in preghiera; a Milano si sfiora la tragedia. Solo lo scorso anno, stando alle stime dell'Onu, sarebbero stati uccisi più di mille bambini in Siria (quasi la metà per mine antiuomo).
"Il terrorismo e l'attacco alla natura tolgono futuro", sottolinea Halima Aissa, tunisina, a Livorno, dove ha partecipato ai due giorni di 'Medi', confronto e laboratorio di futuro tra le città del Mediterraneo promosso dalla Comunità di Sant'Egidio. Con altre donne, Halima ha raccolto dossier su giovani immigrati spinti dalla disoccupazione, dalla mancanza di scolarizzazione e dalla ricerca di democrazia a fuggire verso l'Europa, nonostante rischi di molteplici naufragi". Ecco perché sono importanti le città porto". Una città che si fa porto è una città che ha un'anima, che accoglie, che sa trasformare in risorsa giovani forze.
"Il vero problema del nostro Paese non sono quelli che arrivano ma i tanti giovani che se ne vanno. Quindi il vero problema è come accogliere i nostri giovani", sostiene Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant'Egidio. 985 mila italiani sono andati via dalla penisola in pochi anni. Bisogna capire perché, ma il fenomeno potrebbe conoscere un ripensamento se si sviluppasse una nuova passione civile e comunitaria per "il tessuto interiore e amicale" delle nostre comunità.
Dove collocare queste trasformazioni? Olivier Roy (Istituto Universitario Europeo) coglie nel passaggio dal mondo rurale alla prevalenza di quello urbano qualcosa che mette in crisi anche i fondamenti religiosi. Tuttavia si verifica "un ritorno
al locale", con persone che si sono specializzate e ritornano nei luoghi da cui sono partiti o nei centri del mondo non urbanizzato. E' un "ritorno ancora debole", ma dove questo accade si verificano forme di solidarietà che accompagnano la "circolazione dal sud al nord e dal nord al sud" e la rinascita di legami religiosi che reintroducono valori.
Tutta la platea si è alzata in piedi quando a Medì è stata proiettata l'immagine di Dafne Caruana Galizia, dopo le parole coraggiose di Manuel Delia, giornalista de The Times of Malta, che ha raccolto l'eredità di Dafne, uccisa a Malta nel 2017 per la sua intensa e costante denuncia dei traffici illeciti presenti nell'isola.


[ MICHELE BRANCALE ]