Reddito di cittadinanza, nuova chance per Rosaio «Ero quasi un clochard, ora spero in una svolta»

24 Aprile 2019

PovertàSenza fissa dimoraGenova

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Sono i giorni della gioia e del dolore per chi ha richiesto il reddito di cittadinanza; dopo gli sms arrivati fin dallo scorso 15 aprile, all'indomani di Pasqua, le Poste stanno distribuendo le prime Card: il 7% delle prime 472.970 domande elaborate a livello nazionale è risultato nella fascia tra 40 e i 50 euro, il 50% è tra 300 e 750 euro.
«Per me invece è il primo passo di una svolta», - racconta Rosario Vitello, 64 anni, siciliano di Caltanissetta, che fa parte della quota (7 su 10 tra i richiedenti la cui istanza è stata accolta) che riceveranno più di 300 euro al mese e ieri ha potuto ritirare alla posta la sua prima card a scalare.
«Saranno 500 - racconta - ero diventato quasi un clochard, ospite in un appartamento di Sant'Egidio, ora con l'aiuto dei volontari della Comunità potrò permettermi di pagare un piccolo affitto e ritrovare un po' di normalità, cercando di riprendere a lavorare al più presto. O almeno ad arrivare alla pensione che mi sono guadagnata con vent'anni di contributi». Ieri Vitello ha cenato ancora alla mensa dei poveri di piazza Santa Sabina, sulla carta potrebbe essere una delle ultime volte. «Stasera abbiamo mangiato riso al sugo, polpette e patate fritte racconta - e agli amici più cari ho raccontato che ho avuto la card, sono stati contenti».

«UN AIUTO PER RIPARTIRE»
Vitello, che vive a Genova da cinquant'anni, ha ricevuto l'sms dell'Inps la domenica di Pasqua e ieri mattina ha preso in mano la sua card caricata con 500 euro. Lui, dicono gli amici, è uno che nella vita ha lavorato sodo, il tempo e i malanni lo hanno segnato in volto ma è lucidissimo: «Lavoravo nel campo della meccanica e ultimamente come magazziniere - racconta - e avevo anche una famiglia». Un'altra vita alle spalle. Difficile il cammino della burocrazia verso il reddito appena conquistato? «Non ho certo il computer, però ho il telefonino - risponde - mi hanno detto subito che dovevo richiedere un'identità digitale. Ho chiesto aiuto a Sant'Egidio anche per questo, sono persone fantastiche e mangio spesso alla loro mensa. E continuerò ad andare da loro: per non essere solo, per non perdermi per strada».
A 64 anni, dice, pensare di riprendere a lavorare non è facile. «Lo farei volentieri ma so di non avere molte speranze, la pensione con le attuali regole la prenderò tra più di tre anni, alle spalle ho vent'anni di contributi. Sì, questo è un salvagente per traghettarmi fin a quel momento, so di aver sbagliato tante cose: quando ho lasciato Genova, il lavoro e la famiglia, e solo tornando mi sono accorto di quello che avevo perso. Ma a Sant'Egidio ho trovato degli amici».

LE CODE AL SINDACATO
«Il problema più grave è che questa legge, scritta in fretta senza badare a quello che sarebbe accaduto, sta mettendo in seria difficoltà gli uffici - dice Luciano Demelas, responsabile Caaf Cgil Genova - abbiamo ricevuto in pochi giorni 2.800 persone per il reddito di cittadinanza proprio in queste ore in cui c'è già un lavoro straordinario per le scadenze dei 730, spesso si tratta di pratiche che comportano più di un appuntamento. È una corsa contro il tempo e come sempre ce la faremo, ma il disagio per noi e per il pubblico è inevitabile: ora attendiamo il grande assalto di chi non ha visto accolta la domanda e ci chiederà il perché».


[ Bruno Viani ]