Comunità di Sant'Egidio: farli sbarcare e poi «ricollocarli»

28 Giugno 2019

corridoi umanitariMarco Impagliazzo

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«Chiediamo che alle 42 persone che si trovano a bordo della Sea watch venga data la possibilità di scendere dalla nave per poi essere immediatamente ricollocate nei Paesi europei». Così il Presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, presente ieri mattina alla cerimonia di benvenuto per l'arrivo all'aeroporto di Fiumicino di un nuovo gruppo di 40 profughi siriani attraverso i corridoi umanitari che, ha sottolineato Impagliazzo, «sono, ad oggi, l'unica via legale che permette a chi vive in uno stato di vulnerabilità, a chi soffre per le guerre o per altre problematiche, di raggiungere l'Europa».
Il Presidente della Comunità di 
Sant'Egidio si è quindi rivolto ai Paesi europei chiedendo di «adottare i corridoi umanitari che hanno mostrato che l'accoglienza e l'integrazione sono possibili. C'è urgente bisogno di ciò perché - ha detto ancora - c'è tanta gente che vive ai confini dell'Europa e che soffre. Noi abbiamo pertanto il dovere di accogliere, perché l'Europa è fondata non solo sui diritti ma anche sulla solidarietà. Ci saranno ancora troppe morti e troppe sofferenze se non si aprono le vie legali. Dobbiamo fare di tutto affinché l'Europa, ma anche gli Stati Uniti, si rendano conto che quello delle migrazioni del XXI secolo non è un fenomeno transitorio. Chiudere soltanto le porte non serve. Dobbiamo aprirle a chi ha bisogno».


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