Mille giovani "pellegrini" nel lager di Auschwitz per dire no al razzismo e alla xenofobia in Europa

19 Luglio 2019

Global Friendship

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Manca poco più di un mese alla ricorrenza degli 80 anni dell'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche: era il 1° settembre del 1939 quando Hitler diede il via alla famosa "campagna di Polonia". Una data simbolica che rievoca nell'immaginario collettivo l'inizio della Seconda Guerra Mondiale ma anche che ci riporta con la memoria alle drammatiche istantanee, in bianco e nero, sul campo di sterminio nazista di Auschwitz Birkenau in cui persero la vita centinaia di migliaia di ebrei. Un luogo (di oltre 40 chilometri quadrati) divenuto il simbolo per eccellenza del lager come terribile 'fabbrica della morte': e per mantenere viva e attuale la memoria di questi fatti in cui Hitler metteva in opera l'efferato progetto della 'Soluzione della questione ebraica" mille giovani provenienti da 16 Paesi europei (dal Portogallo alla Russia fino all'Ucraina) da oggi a domenica parteciperanno all'incontro "A Global Friendship to live Togheter in Peace'.

Si tratta di un'iniziativa promossa e voluta dalla Comunità di Sant'Egidio. L'evento di questi giorni - spiega in un nota l'associazione che ha il suo cuore operativo a Roma a Trastevere - è sorto soprattutto per contrastare il clima di pregiudizi antisemiti e razzisti che spesso hanno provocato «la diffusione di slogan e atteggiamenti intolleranti» e «la crescita, specie tra i giovani, di movimenti nazionalisti, sovranisti e xenofobi in tutta Europa». Un appuntamento e un convegno, a cui parteciperà anche il presidente di Sant'Egidio lo storico Marco Impagliazzo, con base operativa a Cracovia, che è stato pensato per mobilitare le coscienze giovani e non solo del Vecchio Continente chiamate a non dimenticare l'abisso della Shoah così come il meno conosciuto Porrajmos (lo sterminio di rom e cinti che provocò l'eccidio di oltre 500mila persone da parte dei nazisti). «Con questo incontro - spiega Massimiliano Signifredi, della Comunità di Sant'Egidio - vogliamo non solo ricordare quei momenti terribili ma anche spingere proprio le nuove generazioni a fare memoria perché tutto questo non si ripeta più». Un appuntamento quello di questi tre giorni in cui proprio il movimento dei "Giovani per la Pace"- legato alla Comunità di Sant'Egidio - e impegnato nelle periferie con i bambini in difficoltà, i senza dimora, gli anziani soli - cercherà soprattutto di «lanciare un messaggio -spiega ancora Signifredi - di unità e pace nel nostro Continente». E tra oggi e domenica i ragazzi, studenti universitari («provenienti da periferie simboliche dellaVecchio Continente come Parigi e Berlino») e alunni delle scuole superiori, faranno memoria dell'orrore della seconda guerra mondiale e dei drammi vissuti nei lager nazisti da tante persone indifese e senza colpa. «Ascolteranno la testimonianza di Lidia Maksymowicz, sopravvissuta da bambina all'età di due anni al campo di sterminio di Auschwitz Birkenau - rivela Signifredi - e vittima di esperimenti medici nazisti». E annota un particolare a questo riguardo: «Lei è rimasta colpita dalla presenza in questo "pellegrinaggio" di tanti giovani che provengono da Paesi così diversi e che rispetto al 1939 non si fanno più la guerra». Domani mattina è prevista la visita al museo di Auschwitz e una marcia silenziosa nel campo di sterminio di Birkenau, con la deposizione di corone di fiori al monumento memoriale delle vittime del lager. «Domenica mattina il nostro presidente Impagliazzo - spiega ancora Signifredi - in un discorso traccerà i dati salienti attorno a questo dramma avvenuto qui 80 anni fa che è stata la più grande tragedia del Novecento ma ribadirà anche l'importanza di quanto di buono si è riuscito a costruire dopo la Shoah proprio nel Vecchio Continente». Un appuntamento dunque nella patria di Karol Wojtyla che - è l'auspicio dei giovani e della Comunità di Sant'Egidio - permetterà di innestare tanti frutti: tra questi quello di essere «testimoni di pace per la vita di ogni giorno».


[ Filippo Rizzi ]