Avvenire ed. Bologna

Zuppi. La presa di possesso del titolo di Sant`Egidio

19 Gennaio 2020

Matteo Zuppi

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Il cardinale Zuppi ha preso possesso sabato sera del titolo cardinalizio di Sant'Egidio. Ogni Cardinale è infatti titolare di una chiesa nella città di Roma, come segno ideale della sua stretta partecipazione al ministero del Vescovo di Roma, il Papa, successore dell'Apostolo Pietro. Papa Francesco, in questa occasione, ha elevato a titolo cardinalizio, la piccola Chiesa di Sant'Egidio in Trastevere e l'ha attribuita appunto al Cardinale Zuppi. 
Sant'Egidio infatti è un luogo speciale nella biografia del porporato, perché in questa Chiesetta sono iniziate nel 1968 le attività della comunità che ha preso il nome dal santo abate eremita, vissuto in Liguadoca nel VII a cui è intitolata la chiesetta. Una breve cerimonia, consistita fondamentalmente nella pubblica lettura della Bolla papale e nella redazione del verbale, un ideale ritorno a casa per il Cardinale, come ha affermato il fondatore della comunità Andrea Riccardi. Il Cardinale era accompagnato dai due vicari della diocesi e dal segretario generale.
Dopo la cerimonia che ha avuto luogo nella chiesa titolare, l'Arcivescovo si è spostato nella vicina e decisamente più capiente basilica di Santa Maria in Trastevere dove ha presieduto la Santa Messa nella festa del Battesimo di Gesù. Proprio in questa Chiesa, Zuppi aveva svolto il ministero di parroco dal 2000 al 2010, oltre che di assistente generale della comunità: un figlio della Chiesa di Roma, sono parole del Cardinale, al quale il Papa ha dato la gioia di legarsi di nuovo a un luogo significativo e pieno di grazia personale. 
Sant'Egidio è una chiesa «dalle porte sempre aperte - ha rimarcato il cardinale -, dove si respira un clima familiare e dove tutti vengono accolti e aiutati nella preghiera». Nell'omelia, che è riportata integralmente sul sito della diocesi, il cardinale ha ricordato i cieli aperti sopra Cristo battezzato nel Giordano. «L'aprirsi dei cieli è segno della fine dei tempi dell'ira. Oggi i cieli sono chiusi, troppo chiusi, in tante parti del mondo - ha rimarcato il Cardinale. Tornano i tempi dell'ira e della guerra. Oggi si alza fiduciosa e insistente la nostra preghiera di pace al Signore, "luce delle nazioni" affinché si aprano i cieli di pace». 


[ A.C. ]