Vatican Insider

“La preghiera, la parola, il volto". Il nuovo libro di Andrea Riccardi per riscoprire il codice comunicativo di Dio

21 Gennaio 2020

Andrea Riccardi
LibriPreghiera

Il fondatore di Sant’Egidio, storico del cristianesimo, colloquia con i lettori provando a spiegare il senso del pregare, la Bibbia, i testi dei Padri, le icone

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Che cosa sarebbe il mondo senza preghiera? E il mondo senza dialogo? Cosa possono fare preghiera e dialogo? Ma prima ancora: cosa significa oggi pregare il Signore? Che senso ha invocarne il nome attendendo il suo intervento, stentando poi a riconoscerlo nel prossimo? Come fa l’uomo contemporaneo a chiedere ascolto a Dio e ad affrontarne l’apparente silenzio? Dove va a trovare le parole o i gesti o gli strumenti per relazionarsi con Lui? Sono solo alcune delle domande dalle quali parte il nuovo libro di Andrea Riccardi “La preghiera, la parola, il volto” (San Paolo), meno di duecento pagine nelle quali l’autore colloquia con i lettori provando a spiegare qualcosa un po’ difficile da capire: il codice comunicativo di Dio.

Un discorrere, quello del noto storico del cristianesimo, autore di volumi importanti sulle vicende della Chiesa, nonché fondatore della Comunità di Sant’Egidio, nel segno di una spiritualità subito legata alla Parola di Dio e ai poveri. Quella Parola, scrive Riccardi, che «apre il cuore all’ incontro con il volto degli uomini e delle donne feriti dalla vita»: proprio le persone che attendono il nostro sguardo pieno di amore fedele, il nostro rapporto «attraversato da un atteggiamento amichevole, come quello del buon Samaritano». Quelle persone senza le quali la «Chiesa non vive appieno il suo mistero» e «la vita cristiana rischia di scivolare nell’ideologia religiosa», continua Riccardi. Aggiungendo: «Come vivere la vita cristiana, se i poveri sono assenti?». Da qui la risposta, condivisa all’interno della Comunità di Sant’Egidio, la realtà da lui fondata a Roma nel 1968 all’indomani del Concilio Vaticano II, oggi formata da decine di migliaia di laici nei diversi continenti,  che, proprio nella preghiera e nei poveri, trova la bussola della quotidianità, anche nel segno di un ecumenismo vissuto come amicizia, dialogo, ricerca di unità.

 

Continua a leggere la recensione di Marco Roncalli (La Stampa)


[ Marco Roncalli ]