Carabinieri, parrucchiere, studenti i nuovi volontari di Sant'Egidio

19 Aprile 2020

Sant'EgidioGenovacoronavirus

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Hanno chiesto loro di poter dare una mano. Anche al di fuori dell'orario di servizio: e non per gestire l'ordine pubblico. Ma per vestire una diversa divisa, in questa emergenza. Sono decine, i Carabinieri genovesi che hanno bussato alla porta della Comunità di Sant'Egidio: anche in borghese. Per fare volontariato, appigliandosi un protocollo d'Intesa siglato con la Comunità a fine 2016. Si recano nei supermercati, gli otto punti vendita della Pam e i venticinque di Carrefour che a Genova stanno organizzando collette alimentari. Caricano gli scatoloni di spesa raccolti, per portarli al centro Genti di pace di via Vallechiara.
Qui, i volontari di Sant'Egidio li smistano, per poi consegnarli direttamente alle famiglie in difficoltà delle periferie: al Cep, a Begato, a Molassana. Sul pianerottolo di quelle persone che l'isolamento da coronavirus e la fine di lavoretti saltuari e in nero, ha già confinato in un nuovo strato di marginalità: più buio. Qui, infatti, si vive già un'emergenza nell'emergenza: perché "la fase 2 della povertà è già cominciata - ragiona Sergio Casali della Comunità di Sant'Egidio - solo oggi abbiamo preparato 250 pacchi di alimentari, e ne abbiamo consegnati altri 200. Ma nel pomeriggio siamo stati costretti a rimandare indietro cinquanta persone: il cibo non bastava".
Ecco, allora, le due facce di questa settimana di crisi: un bisogno crescente, del quale ancora si fatica ad individuare i contorni. E, nello stesso tempo, "la contaminazione contagiosa della voglia di dare una mano - spiega Casali - mi ha colpito la frase di un ragazzo, che ci ha contattati per mettersi a disposizione. Diceva: quando racconterò ai miei figli dei mesi di coronavirus e mi chiederanno tu cosa facevi, voglio rispondere che mi sono reso utile".
La risposta c'è, ed è forte. Un'associazione, Zandra, impegnata nell'aiuto degli animali in difficoltà, ha deciso di trasformare la raccolta di cibo per cani e gatti in colletta alimentare per le persone, ed è in corso nei punti vendita Carrefour. Un gruppo di signore di Castelletto sei organizzato per cucinare torte, dolci e salate, da abbinare ai pacchi alimentari di Sant'Egidio, in modo che abbiano un po' più di sapore di casa. Costa Foundation, fondazione di Costa Crociere, ha preparato per la comunità mille pacchi di alimentari, 500 cene itineranti che vengono distribuite in strada e 300 set di biancheria intima (slip, canottiera e calze) per i senza dimora. Eugenio Viganò, titolare di un ristorante, La Pinta, ha contattato i volontari di Sant'Egidio: perché i suoi dipendenti sono disponibili a lavorare - gratis - e a cucinare i pasti caldi da consegnare durante il giro serale. Stanno sfornando 150 coperti al giorno per quattro giorni alla settimana.
Ancora: Ilham è una signora di origine marocchina che ha un negozio di parrucchiera a Coronata: amica dei ragazzi della Scuola della Pace del quartiere, che frequenta anche suo figlio, Ilham ha deciso di aprire le porte del negozio, punto di riferimento nel quartiere, per organizzare una distribuzione alimentare e rispondere al bisogno di tanti. Un pacco ricco, anche di dolcetti e cioccolatini, per augurare buona Pasqua ai bambini chiusi in casa. Ancora: il fruttivendolo pakistano che da una parte della sua frutta e verdura per la raccolta, e due signore del palazzo che, affacciandosi dal balcone, sono scesa per donare anche loro quanto avevano in casa. Un contagio positivo, per una volta.
 


[ Erica Manna ]