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Gnavi, ecumenismo: frutti reali anche se a volte invisibili

19 Gennaio 2021

Unità dei cristiani

Nel giorno dell’apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso della Diocesi di Roma, spiega che ogni credente è chiamato a raccolta nella preghiera, rimanendo radicato nell’amore gratuito di Cristo: “C’è chi, per cercare la risposta alla domanda di unità, ha pagato anche con la vita. E non è capitato solo ai cattolici”

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La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si apre oggi e si concluderà il prossimo 25 gennaio, ha per tema ‘ Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto ’. “La scelta – spiega monsignor Marco Gnavi, consultore del Pontifico consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e responsabile dell’ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso della Diocesi di Roma – è caduta sul Vangelo di Giovanni (Gv 15, 5-9) ed è stata fatta dal monastero di Grandchamp, in Svizzera: un’esperienza ecumenica femminile che raggruppa cinquanta donne di diverse confessioni e continenti”. Un’ espressione concreta e visibile della comunione, alimentata dalla preghiera e dal silenzio, condivisa anche con i molti avventori che si recano a Grandchamp alla ricerca della propria guarigione spirituale.

Qual è l’atteggiamento che il tema di quest’anno suggerisce a ogni credente?
R.- Siamo chiamati a raccolta nella preghiera, radicandoci nell’amore di Cristo, un amore gratuito. Nel tempo particolare che stiamo vivendo, quando il distanziamento fisico e le conseguenze della pandemia sono molto pesanti, rimanere nell’amore di Cristo vuol dire rimanere in un amore che spera oltre la morte, che spera l’impossibile. E con il Signore, nella ricerca dell’unità, tutto è possibile. I cristiani sono chiamati a comunicare speranza.

Con quale spirito si svolgerà?
R. - Da parte dei rappresentanti ortodossi, evangelici, cattolici ed anglicani c’è un desiderio forte di offrire ad un vasto pubblico di fedeli la loro riflessione e la loro vocazione. Lo spirito sarà improntato alla resilienza evangelica, per far fronte alle sfide che il virus ci pone davanti. (Continua a leggere su Vatican News)


[ Federico Piana ]