Huffington Post

Nel gelo inseguiti dai cani, "the game" in Bosnia è il muro fortificato d'Europa

26 Gennaio 2021

profughiRifugiati

La testimonianza di Alessandra Coin, responsabile in Veneto della Comunità di Sant’Egidio: "Migranti costretti a vivere in condizioni disumane"

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Passano le settimane e quelle foto dei migranti in ciabatte nel gelo della Bosnia hanno ormai assunto un’aria familiare. Sappiamo che alle porte d’Europa, a una trentina di chilometri dal paradiso naturale dei Laghi di Plitvice, migliaia di profughi stanno vivendo l’inferno. Il mondo delle organizzazioni umanitarie si è mobilitato per fornire assistenza ai migranti rimasti senza un posto dove andare dopo la chiusura e l’incendio del campo profughi di Lipa, nel nord est della Bosnia ed Erzegovina. Ma una muraglia di indifferenza paralizza la vita di queste persone scappate dai loro Paesi in cerca di un’opportunità. È qui che la rotta balcanica sbatte contro il muro fortificato d’Europa, fino a quando i più audaci tentano “the game”, il “gioco”, come da queste parti viene chiamato il tentativo di attraversare il confine croato. Per chi ha ancora abbastanza forza in corpo, i manganelli e le botte della polizia croata – famosa per l’efficacia dei suoi respingimenti - fanno meno paura di una condanna all’oblio. (Continua a leggere su Huffington Post)


[ Giulia Belardelli ]