Avvenire - Ed. Lazio Sette

Abolire ovunque la pena di morte per costruire pace

10 Ottobre 2021

Preghiera per la paceRomaCivitavecchia

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Si celebra oggi la Giornata mondiale contro la pena di morte. Un appuntamento che vede uomini di fede, attivisti e organizzazioni impegnate per la tutela e lo sviluppo dei diritti umani mobilitarsi insieme per sensibilizzare l'opinione pubblica e rafforzare il comune impegno a lottare contro questa grande ingiustizia. Lo scopo finale è quello della sua abolizione in tutto il mondo.
Ieri pomeriggio presso gli Orti solidali di Villa Albani a Civitavecchia, uno spazio di agricoltura sociale dove la Comunità di Sant'Egidio coinvolge tante persone fragili, l'organizzazione cattolica insieme al gruppo Amnesty Intemational 240, ha organizzato un incontro di sensibilizzazione per l'abolizione della pena capitale. All'iniziativa hanno partecipato Ezio Savasta, insegnante, blogger, volontario di Sant'Egidio e membro dell'equipe internazionale per l'abolizione della pena di morte, Maria Elena Lacquaniti, rappresentante della Chiesa evangelica Battista di via dei Bastioni di Civitavecchia, insieme a molti attivisti e volontari delle organizzazioni e rappresentanti delle istituzioni.
Estrema sintesi delle violazioni dei diritti umani, la pena di morte rappresenta una forma di tortura, contraddice una visione riabilitativa della giustizia, legittima la violenza e la perpetua e, spesso, si fa strumento per colpire minoranze politiche, etniche o religiose. Inoltre, quando uno Stato uccide in nome della legge, abbassa il livello del suo sistema legislativo al livello di chi uccide.
L'impegno della Comunità di Sant'Egidio su questo fronte è frutto di un lavoro che parte dalle carceri e dai "bracci della morte", dalle persone che vivono il dramma di aspettare un'esecuzione. Da molti anni, infatti, la comunità ha creato una rete umana di relazioni, visite e corrispondenze con tanti prigionieri, cercando di non dimenticare nessuno e di accompagnare le loro esistenze difficili. Seguendo i loro casi è emersa anche la sconcertante realtà degli errori giudiziari, esito di processi sommari o di difese superficiali.
Il lavoro contro la pena di morte si radica nel servizio al Vangelo e alla pace. A riguardo, il 6 ed il 7 ottobre scorsi si sono radunati a Roma credenti di diverse religioni per l'incontro promosso da Sant'Egidio dal titolo "Popoli fratelli, Terra futura". Si è trattato di un meeting per confrontarsi e condividere idee e riflessioni in una prospettiva positiva di rinascita e ricostruzione per il dopo pandemia. Personalità del mondo religioso, politico, della società civile, della cultura, da quaranta paesi, si sono riuniti in presenza a Roma. Già questa è una buona notizia, ci dice come la campagna vaccinale stia dando nuove possibilità a tanti popoli e a tante nazioni.
I due temi, fraternità universale e Terra futura, cura dell'ambiente, sono stati al centro. La prima che ci dimostra e ci mostra che siamo tutti fratelli e sorelle, parte di un'unica famiglia umana che cerca di uscire e che può uscire insieme da questa grave crisi sanitaria, economica, sociale del Covid-19, perché ci si salva solo insieme. E poi la cura dell'ambiente, che è salvaguardia del mondo in cui viviamo, della nostra Madre Terra, ma anche curare la Terra dalle guerre che provocano distruzioni, morti, e sfollamento di milioni di persone.
Il pomeriggio del 7 ottobre i partecipanti, dopo aver pregato per la pace nelle rispettive fedi, si sono riuniti al Colosseo insieme a Papa Francesco. 


[ Massimo Magnano ]