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8 Septembre 2014 16:30 | Auditorium KBC

Intervento


Pavel


Évêque Orthodoxe métropolitain, Patriarcat de Moscou

Distinti partecipanti al forum, cari padri, fratelli e sorelle!

Saluto calorosamente tutti voi, convenuti per questo incontro internazionale della Comunità di Sant'Egidio. E approfitto di questa occasione per dirvi il mio sincero apprezzamento per la missione pacificatrice e sociale di questa Comunità. Vi porto inoltre il saluto e gli auguri dall'Esarca patriarcale emerito di tutta la Bielorussia, il metropolita Filaret, che è legato alla Comunità di Sant'Egidio da una lunga e solida amicizia.

Oggi non possiamo non notare l'importanza del motivo che ci ha riunito quest'anno ad Anversa: il centenario dell'inizio della Prima guerra mondiale ci chiama, in primo luogo, a una profonda preghiera per tutte le vittime del conflitto, sia per i soldati dei vari fronti sia per i civili. 

Nella coscienza della maggior parte dei miei connazionali c’è una lacuna sulla Prima guerra mondiale. In epoca sovietica non era ben vista la memoria dei partecipanti a questo conflitto. Oggi in Bielorussia assistiamo al ripristino della giustizia storica sui fatti della Prima guerra mondiale. Io sono contento di ciò, dal momento che per principio non approvo la censura della Storia. Infatti sono convinto che la Storia, se ricostruita in modo adeguato, possa dire molto all’uomo di se stesso e di Dio: le principali forze che muovono la guerra, infatti, sono la Provvidenza Divina e la libertà umana.  

L’odierno incontro ha un carattere interconfessionale. In tale contesto bisogna ricordare che proprio sullo sfondo delle conseguenze della Prima guerra mondiale si è attivizzato il dialogo intercristiano, dal momento che prima di tutto vittime del conflitto sono state le potenze che avevano una cultura cristiana: l’Austria-Ungheria, la Germania, la Russia.

Dopo la Prima guerra mondiale l’espulsione di Dio – palese o mascherata – ha raggiunto il potere e ha preso la forma di ideologia repressiva in Russia e di regime nazista in Germania. Di fronte a questa minaccia sono impallidite le antiche reciproche pretese dei cristiani e il dialogo interconfessionale ha avuto un potente impulso. Questa circostanza è attuale anche oggi, quando con liberalismo e l’imposizione del proprio punto di vista si tenta di eliminare i valori cristiani dall’Europa. 

Tutti vediamo che nel mondo contemporaneo ci sono molte guerre. Il sanguinoso conflitto iracheno ha evidenti risvolti religiosi. Nel mese di agosto Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie ha scritto una lettera alle organizzazioni internazionali nella quale rilevava i numerosi fatti di grave violazione dei diritti del clero e dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina all’interno del conflitto armato nell’Ucraina sud-orientale. In questo scenario ritengo che vicende di altro tipo, quali la coesistenza pacifica tra le confessioni cristiane e la loro collaborazione costruttiva siano particolarmente importanti.

Permettetemi, dunque, di condividere con voi l'attuale esperienza di dialogo intercristiano che viviamo in Bielorussia. Molte delle vicende che vi racconterò sono state per me una vera e propria scoperta, poichè io sono stato chiamato a servire la Chiesa in Bielorussia solo nel gennaio di quest'anno. Ho ritenuto necessario circostanziare il tema concentrandomi soprattutto sul dialogo tra cattolici e ortodossi. Sono consapevole, però, che questo è solo un aspetto del quadro generale dei rapporti interconfessionali e interreligiosi del nostro paese.

I cristiani di rito bizantino e latino vivono insieme nelle terre bielorusse da più di mille anni. A causa delle tragiche conseguenze dello scisma le relazioni tra di essi  non sempre si sono sviluppate nel migliore dei modi: spesso vi furono periodi di forte crisi. Per questo ancora più significativa è la pace tra cattolici e ortodossi bielorussi raggiunta a cavallo tra il XX e il XXI secolo. 

Il dialogo interconfessionale inizia sempre a un micro-livello, nella vita quotidiana, nelle famiglie, nella sfera delle relazioni culturali e di amicizia. In Bielorussia, soprattutto nelle regioni occidentali, si registrano molti matrimoni tra ortodossi e cattolici. Molti luoghi santi del paese vengono riconosciuti da entrambe le Chiese. Per esempio, l’immagine della Madre di Dio di Žirovicach – una delle principali icone bielorusse, è allo stesso tempo venerata dai cattolici come Madonna del Pascolo, una cui immagine miracolosa è conservata a Roma. 

Nel dibattito culturale bielorusso un ampio settore è occupato dalle questioni di attualità con le quali si confronta ogni società. Questo è un’importante piattaforma per il dialogo interconfessionale. Nel novembre 2007, per esempio, le confessioni cristiane della Bielorussia hanno firmato la “Dichiarazione di partenariato sociale delle chiese cristiane di Bielorussia nella sfera dell’AIDS-HIV” 

Negli ultimi anni la Chiesa ortodossa bielorussa e la Chiesa cattolica collaborano attivamente nella difese della vita dei bambini non nati. A marzo i rappresentanti delle due chiese, insieme alle altre confessioni, hanno firmato a Minsk la dichiarazione per la difesa della vita umana. 

Un importante campo di sviluppo del dialogo ortodosso-cristiano in Bielorussa riguarda l’educazione religiosa e il dialogo teologico. In questo senso e’ interessante l’esempio dell’Istituto di teologia dei Santi Cirillo e Metodio, che e’ una filiale dell’universitá statale di Bielorussia. Nella direzione dell’Istituto vi sono vescovi ortodossi, sacerdoti, laici, e il programma si attiene alla tradizione teologica ortodossa. Alcune discipline, soprattutto quelle relative alla Storia del cristianesimo occidentale, sono insegnate da specialisti della Chiesa cattolica.

Il rafforzamento del dialogo con la Chiesa cattolica e’ una delle priorita’ di azione del movimento internazionale “Centro culturale dei Santi Cirillo e Metodio”. Tale dialogo e’ realizzato attraverso l’organizzazione di conferenze interconfessionali dedicate al ruolo dell’eredita’culturale cristiana in Europa e alle particolarita’ della missione cristiana nella societa’contemporanea. 

Quando sono arrivato in Bielorussia era in preparazione il IV forum ortodosso-cattolico europeo, che si e’ svolto a Minsk nel giugno di quest’anno. Io ho avuto l’onore di partecipare a questo evento davvero globale che ha suscitato in me forti impressioni.

Durante il forum, che prevedeva momenti di discussione, non ho assistito a uno scontro tra pareri. I relatori sin dall’inizio erano concordi sulle questioni principali: sul fatto che l’Europa si sta gradualmente allontanando dalle sue radici cristiane e sostituisce il Vangelo con il culto della tolleranza; sul fatto che, nonostante tutte le trasformazioni sociali, solo in Cristo puo’ trovare pace il cuore inquieto dell’uomo contemporaneo; sul fatto che la multiformitá delle culture non e’ d’impaccio alla missione cristiana, anzi ne e’ un ingrediente importante. Per dirla in breve, durante le discussioni davvero regnava l’unita’. 

Io sono molto contento di poter condividere in un’assemblea cosi’autorevole come quella di oggi l’esperienza di coesistenza pacifica e l’attiva collaborazione tra ortodossi e cattolici di Bielorussia.

Con cio’non intendo idealizzare la situazione del nostro paese. Come in ogni paese anche noi abbiamo i nostri problemi. Ma la pace e l’assenza di scontri sanguinosi, a mio avviso, testimoniano che il Signore ha benevolenza verso la terra bielorussa. Mi sembra che oggi gli abitanti della Bielorussia abbiano iniziato ad apprezzare di piu’questa pace ma anche che si rendano conto della sua fragilità, vivendo accanto all’Ucraina in guerra. Tradizionalmente i bielorussi considerano il popolo ucraino come fratello e in questi mesi stanno soffrendo per questo paese, crocifisso da differenti forze politiche. La Chiesa ortodossa bielorussa prega per la pace nella terra ucraina e cerca di offrire il proprio aiuto al crescente numero di profughi che arrivano nel nostro paese. 

Per tornare al tema della mia relazione e a quello della nostra tavola rotonda, vorrei sottolineare che e’ mia profonda convinzione che la vicinanza e il dialogo sono positivi, ma essi non esprimono pienamente l’ideale di rapporti tra ortodossi e cattolici. Ognuno di noi e’ consapevole che l’ideale delle nostre relazioni puo’ essere realizzato solo attraverso la comunione eucaristica, che per il momento non abbiamo raggiunto. Sono del tutto lontano dall’idea che si debba velocizzare o imporre in modo artificiale tale unita’. La Storia testimonia che vari modelli artificiali di unita’ realizzati nella storia attraverso l’unia sono stati sterili o persino tragici. Ma mi sembra che l’elevazione di una fervente preghiera al Signore, affinche’ al tempo opportuno ci porti alla vera unita’, sia oggi il compito di ogni cristiano. 

Grazie per l’attenzione. 

 

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