Memoria della Madre del Signore

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Lo Spirito del Signore è su di te,
chi nascerà da te sarà santo.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro degli Atti 18,9-28

Una notte, in visione, il Signore disse a Paolo: "Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso". Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.
Mentre Gallione era proconsole dell'Acaia, i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunale dicendo: "Costui persuade la gente a rendere culto a Dio in modo contrario alla Legge". Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: "Se si trattasse di un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto. Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela voi: io non voglio essere giudice di queste faccende". E li fece cacciare dal tribunale. Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di questo.
Paolo si trattenne ancora diversi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s'imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era rasato il capo a causa di un voto che aveva fatto. Giunsero a Èfeso, dove lasciò i due coniugi e, entrato nella sinagoga, si mise a discutere con i Giudei. Questi lo pregavano di fermarsi più a lungo, ma non acconsentì. Tuttavia congedandosi disse: "Ritornerò di nuovo da voi, se Dio vorrà"; quindi partì da Èfeso. Sbarcato a Cesarèa, salì a Gerusalemme a salutare la Chiesa e poi scese ad Antiòchia.
Trascorso là un po' di tempo, partì: percorreva di seguito la regione della Galazia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.
Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture. Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni. Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio. Poiché egli desiderava passare in Acaia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti. Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ecco, Signore, i tuoi servi:
avvenga a noi secondo la Tua Parola.

Alleluia, alleluia, alleluia !

La predicazione di Paolo, assieme a molte conversioni, continua a suscitare anche opposizione. E nella stessa comunità cristiana si alzavano non poche liti e contese con il rischio anche di divisioni. Forse l'apostolo è colto da qualche momento di sconforto. A noi, in verità, basta molto meno per scoraggiarci, per tirarci indietro e per tornare a pensare alle nostre cose personali. Paolo, in un colloquio notturno con il Signore che tanto somiglia a quelli che Gesù stesso faceva di notte con il Padre dei cieli, si sente invece dire: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere perché Io sono con te». E – aggiunge Luca – Paolo si fermò ancora un anno e mezzo a Corinto predicando il Vangelo. L'apostolo comprese ancor più profondamente che solo il Signore era la roccia su cui fondare la propria vita e la propria azione pastorale. Nella preghiera aveva ritrovato l'ispirazione della sua stessa missione apostolica. E continuò quindi a predicare il Vangelo nella regione circostante incoraggiando le varie comunità da lui fondate e trovando anche difesa da parte delle autorità civili, come il proconsole Gallione in Acaia. Ma l'apostolo non è solo in questa missione. Aquila e Priscilla lo accompagnano e sono loro che a Efeso aiutano un certo Apollo, di cui Paolo parla nella prima Lettera ai Corinzi, per inserirlo in una comunione che armonizzi i diversi carismi che il Signore suscita nella comunità dei credenti.