Memoria dei Santi e dei Profeti

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Ricordo di Modesta, senza fissa dimora lasciata morire nel 1983 alla stazione Termini di Roma, non soccorsa perché sporca. Con lei ricordiamo tutti coloro che muoiono nelle strade senza casa e senza soccorso.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Marco 6,1-6

Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: "Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?". Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua". E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù torna nella sua "patria" dopo qualche tempo che l'ha definitivamente lasciata. La sua fama è andata ormai ben oltre la Galilea; ha raggiunto persino Gerusalemme. Quando rientra nella sinagoga, ove per tanti anni aveva ascoltato le Scritture e aveva pregato il Signore Iddio, in massa i concittadini si riversano per ascoltarlo. Tutti sono stupiti di fronte alle parole di questo loro concittadino, che peraltro pensano di conoscere bene. E si pongono anche la domanda giusta che dovrebbe aprire alla fede: «Da dove gli vengono queste cose?». Purtroppo gli abitanti di Nazareth si bloccano davanti al carattere consueto e familiare della sua presenza: non è così che essi immaginano un inviato di Dio; pensano che un profeta debba avere i tratti della straordinarietà e del prodigioso. Gesù invece si presenta loro come un uomo normale. È di condizioni modeste: «Non è costui il falegname?», si dicono l'un l'altro. Era un mestiere che non offriva una particolare reputazione. La famiglia di Gesù è davvero normale, né ricca né indigente. Non sembra godere di particolare stima da parte dei cittadini di Nazareth: per i nazareni Gesù non ha assolutamente nulla perché possa mettersi al di sopra di loro. Gli riconoscono una notevole sapienza e una rilevante capacità taumaturgica, ma non possono accettare che parli con autorità sulla loro vita e sui loro comportamenti. La meraviglia si trasformò subito in scandalo. Quale? Che un uomo che essi pensavano di conoscere così bene pretendesse un cambiamento della loro vita e del loro cuore. Tutto ciò non potevano accettarlo. Ma è proprio questa la logica della fede: accogliere l'autorità del Vangelo sulla propria vita. Ma chi sceglie l'atteggiamento degli abitanti di Nazareth impedisce al Signore di operare. Marco scrive che Gesù non poté operare miracoli. Non che non volle, ma «non poté». Il miracolo è la risposta di Dio a colui che tende la mano a chiedere aiuto. Nessuno di loro tendeva la mano; tutti semmai avanzavano pretese. La via per incontrare il Signore è lasciarsi incontrare da lui.