Memoria dei Santi e dei Profeti

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Memoria di san Pier Damiani (+1072). Fedele alla sua vocazione monastica, amò tutta la Chiesa e spese la sua vita per riformarla. Ricordo dei monaci in ogni parte del mondo.


Lettura della Parola di Dio

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Dal vangelo di Luca 11,29-32

Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: "Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco,qui vi è uno più grande di Giona.

 

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Gesù è attorniato da molta gente. Come allora, anche oggi in tanti cercano parole che confortino e aiutino a non soccombere alle tante paure che rendono la vita difficile. Siamo spesso come in balia degli eventi. E chi è più debole è anche più fragile. Se non si è amati, un senso di smarrimento ci avvolge dentro e fuori. La solitudine è acuita inoltre da quell'istinto malvagio che porta ciascuno a pensare solo a sé e a disinteressarsi degli altri. Tutto ciò emerge con particolare gravità nelle grandi città di oggi che davvero somigliano alla Ninive di cui parla il Vangelo. Nelle grandi periferie urbane l'esistenza è diventata più dura e più violenta, e si abbatte soprattutto sui più poveri e coinvolge molti giovani che vedono sbarrate le porte del futuro. E comunque vediamo crescere squilibri fisici e mentali, povertà ed emarginazione, disperazione e angoscia. E, come ai tempi di Gesù, la gente chiede un segno, un evento, più o meno prodigioso, che possa liberare dal-l'angoscia. Ma non ci sono eventi magici che cambiano la vita, non ci sono fortune improvvise che trasformano in serenità i propri giorni. C'è bisogno di un vero "segno" che aiuti a cambiare i cuori, a renderli più solidali, più accoglienti, più capaci di amare. Questo segno è Gesù stesso. È Lui infatti che cambia i cuori. C'è bisogno - ed è questo l'insegnamento della pagina evangelica - che le strade e le piazze delle nostre città siano traversate di nuovo dalla predicazione del Vangelo, come allora accadde a Ninive con la predicazione di Giona. Il Vangelo è ciò che aiuta a cambiare il cuore, a renderlo di carne e non più di pietra. Il Vangelo deve percorrere le strade delle grandi città di oggi. È la sola vera forza che le rende più umane. È la sola parola che fa crescere l'amore e allontana la solitudine e la paura. C'è un'urgenza per i cristiani di oggi: uscire per predicare con i fatti e con le parole il Vangelo dell'amore nelle grandi periferie urbane e in quelle esistenziali, come non si stanca di ripetere papa Francesco. È una responsabilità che coinvolge tutti i discepoli di Gesù. La predicazione del Vangelo e l'amore per i poveri sono il "segno" che Gesù continua ad essere colui che salva dalla tristezza e dalla morte. La pagina evangelica ci avverte che Ninive cambiò vita anche solo con la predicazione di Giona. Ebbene, il Vangelo è una parola ben più forte di quella dell'antico profeta.