Memoria dei Santi e dei Profeti

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Memoria di san Serafino di Sarov, monaco e starets russo (+1833). Ha comunicato la pace con la testimonianza della gioia pasquale e dell'azione dello Spirito Santo.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 13,44-46

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Le due parabole mostrano la decisione del contadino, prima, e del mercante, dopo, di vendere ogni cosa per puntare tutto sul tesoro che hanno scoperto. Nella prima si parla di un contadino che casualmente lo trova nel campo dove sta lavorando. Non essendo di sua proprietà deve acquistarlo se vuole entrare in possesso del tesoro. Di qui la decisione di rischiare tutti i suoi averi per non perdere l'occasione davvero eccezionale. Il protagonista della seconda parabola è un ricco trafficante di preziosi che da esperto conoscitore ha individuato nel bazar una perla di raro valore. Anche lui decide di puntare tutto su quella perla, al punto da vendere tutte le altre. Di fronte al tesoro la scelta è chiara e decisa. Certamente si tratta di vendere tutto quello che si possiede per acquistarlo. Si chiede un'intelligenza e un'astuzia mercantile non indifferente, come mostra il susseguirsi incalzante delle azioni dei due compratori: trovare e tenere nascosto, vendere e acquistare. Quel che si vende è poca cosa rispetto a quel che si acquista. Il «Regno dei cieli» vale questa operosità e la vendita di cose di minor pregio. Il messaggio evangelico è chiarissimo: nulla vale quanto il regno di Dio, e per esso si può lasciare tutto. Ed è una scelta anche intelligente, oltre che conveniente. Il problema è comprendere la gioia e la pienezza di vita che ci viene "inaspettatamente" presentata, come fu per quel contadino e per quel mercante che oggi ci indicano efficacemente la via da seguire. Spesso noi pensiamo che il Vangelo imponga una rinuncia, un sacrificio, che sia una richiesta pesante e poco personale. In realtà è esattamente il contrario: è trovare nella nostra vita, per la provvidenza di Dio, la cosa più preziosa per la quale con gioia e in fretta andiamo a vendere tutto quello che abbiamo. Ecco, questa è la gioia del «seguimi» di Gesù, il tesoro più prezioso, che ci porta una vita piena e che ci dona tutto quello di cui abbiamo bisogno!