Preghiera per i malati

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Nella basilica di Santa Maria in Trastevere si prega per i malati.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal primo libro di Samuele 1,1-8

C'era un uomo di Ramatàim, un Sufita delle montagne di Èfraim, chiamato Elkanà, figlio di Ierocàm, figlio di Eliu, figlio di Tocu, figlio di Suf, l'Efraimita. Aveva due mogli, l'una chiamata Anna, l'altra Peninnà. Peninnà aveva figli, mentre Anna non ne aveva.
Quest'uomo saliva ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare al Signore degli eserciti a Silo, dove erano i due figli di Eli, Ofni e Fineès, sacerdoti del Signore.
Venne il giorno in cui Elkanà offrì il sacrificio. Ora egli soleva dare alla moglie Peninnà e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti. Ad Anna invece dava una parte speciale, poiché egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso sterile il grembo. La sua rivale per giunta l'affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo. Così avveniva ogni anno: mentre saliva alla casa del Signore, quella la mortificava; allora Anna si metteva a piangere e non voleva mangiare. Elkanà, suo marito, le diceva: "Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

La liturgia eucaristica di queste prime settimane propone la lettura di parte del primo e del secondo libro di Samuele. Israele - come si narra alla fine del libro dei Giudici - è un popolo degradato sul piano religioso (capp. 17-18) e in preda a un caos morale (capp. 19-21). E non ha la capacità, o meglio la volontà, di uscire da questa situazione. Occupa un piccolo territorio al cui centro c'è Silo con l'arca dell'allean--za. Circondato da popoli organizzati monarchicamente, Israe-le chiede al Signore di avere un re che lo protegga e che lo difenda dagli attacchi dei popoli vicini. Così nei libri di Samuele si descrive l'attesa e l'arrivo di un re. Sarà Davide, il quale non solo renderà saldo il regno di Israele ma lo estenderà dall'Egitto sino all'Eufrate. Ma la storia della regalità di Davide su Israele inizia poveramente, con il racconto di una donna sterile e amareggiata di nome Anna (1,2). È l'inizio del primo libro di Samuele. La Parola di Dio vuole mostrare che il passaggio di Israele dalle difficoltà al benessere non comincia con una grandiosa teoria e neppure in uno splendido palazzo. Non è un'opera umana. La famiglia di Elkana, che pure aveva un grande passato, come si intuisce dalla genealogia, è però destinata a non avere alcun futuro. Per di più il testo sembra suggerire che la sterilità della moglie sia opera del Signore: "Il Signore aveva reso sterile il suo grembo" (v. 6). La situazione sembrava senza alcuna via di uscita. Anna, inoltre, deve aggiungere alla sterilità gli insulti della rivale, Pennina, seconda moglie di Elkana. Costei, nel contesto del pasto sacrificale al santuario, probabilmente le faceva notare che a lei il marito assegnava molte parti (lo si faceva in rapporto ai figli), mentre ad Anna ne veniva data una sola. Nonostante l'amore del marito, Anna è terribilmente depressa e disperata, sino a perdere anche l'appetito. Non bastano le parole del marito. Anna comprende che solo il Signore può aiutarla. È Dio che interviene. Solo con il suo aiuto tutto può cambiare.