Memoria della Madre del Signore

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Lo Spirito del Signore è su di te,
chi nascerà da te sarà santo.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro degli Atti 16,22-34

La folla allora insorse contro di loro e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia. Egli, ricevuto quest'ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.
Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti. Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: "Non farti del male, siamo tutti qui". Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: "Signori, che cosa devo fare per essere salvato?". Risposero: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia". E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese con sé, a quell'ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ecco, Signore, i tuoi servi:
avvenga a noi secondo la Tua Parola.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Spesso, nei primi tempi del cristianesimo, c'è una singolare vicinanza tra il Vangelo e il carcere. E forse anche per questo Matteo ribadisce l'obbligo per tutti, non solo per i discepoli, di visitare i carcerati. Per i cristiani l'esperienza del carcere fu frequente nei primi decenni di vita. In verità è stato così anche successivamente, e in modo massiccio durante i totalitarismi del Novecento con i gulag e i campi di sterminio. È perciò quanto mai significativo che in questo nostro tempo i cristiani si adoperino per portare consolazione all'interno delle carceri, particolarmente in quelle ove la vita è violentata in maniera raddoppiata sino ad essere davvero disumana. Ed è particolarmente preziosa la testimonianza di molti cristiani fatti prigionieri a causa della fede che riescono a portare sentimenti buoni nel carcere e a toccare il cuore anche dei carcerieri. È quel che accade nel brano odierno degli Atti degli Apostoli. Paolo e Sila, mentre pregano, provocano un "terremoto" che fa tremare le mura e cadere le catene. E soprattutto cambiano il cuore del carceriere che voleva uccidersi per quanto era accaduto. Paolo e Sila lo aiutano a comprendere quel che era accaduto e lui, vinto dall'amore, li conduce fuori del carcere, liberandoli. Il carceriere li accolse e l'intera sua famiglia si convertì al Vangelo. L'amore di Paolo e Sila trasformò quell'uomo e tutta la sua famiglia. Ma è così ogni volta che si mette in pratica il Vangelo. E siamo spesso testimoni di miracoli che prima sembravano inimmaginabili.