Memoria della Chiesa

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Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro del profeta Osea 11,1-4.8-9

Quando Israele era fanciullo,
io l'ho amato
e dall'Egitto ho chiamato mio figlio.
Ma più li chiamavo,
più si allontanavano da me;
immolavano vittime ai Baal,
agli idoli bruciavano incensi.
A Èfraim io insegnavo a camminare
tenendolo per mano,
ma essi non compresero
che avevo cura di loro.
Io li traevo con legami di bontà,
con vincoli d'amore,
ero per loro
come chi solleva un bimbo alla sua guancia,
mi chinavo su di lui
per dargli da mangiare.
Come potrei abbandonarti, Èfraim,
come consegnarti ad altri, Israele?
Come potrei trattarti al pari di Adma,
ridurti allo stato di Seboìm?
Il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
Non darò sfogo all'ardore della mia ira,
non tornerò a distruggere Èfraim,
perché sono Dio e non uomo;
sono il Santo in mezzo a te
e non verrò da te nella mia ira.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il brano descrive la cura paterna e materna di Dio per Israele, suo figlio. È tra le pagine più tenere e commoventi dell'intera Sacra Scrittura in cui appare il lamento di un padre tradito dal figlio, nonostante il suo amore viscerale per lui. La stessa chiamata iniziale di Dio sgorga da un cuore appassionato che vuole affidare a quel figlio una missione straordinaria, e per questo lo libera dalla schiavitù e poi man mano lo cura, lo fa crescere, gli insegna a camminare prendendolo per mano, lo attira a sé con legami di bontà, si china per nutrirlo. Cosa quel padre non ha fatto per il suo figlio? Eppure non trova che tradimenti! È una pagina che possiamo applicare anche a noi. Il Signore si è preso cura anche di noi. La sua chiamata ci ha resi partecipi del suo popolo, della sua famiglia, della comunità dei credenti. E abbiamo una madre, la Chiesa. I padri della prima Chiesa dicevano: "Non si può avere Dio per padre, se non si ha la Chiesa per madre". È il grande dono che Dio ci ha fatto. Eppure, non di rado anche noi ci comportiamo come Israele: continuiamo a seguire i nostri istinti allontanandoci da Dio. Ma il Signore non abbandona il suo sogno su di noi, quello di renderci liberi dalle tante schiavitù del mondo per essere testimoni tra tutti i popoli di un amore straordinario. E nonostante i nostri tradimenti, egli torna a chiamarci, a seguirci, a perdonarci, ad attrarci a lui. Nessun padre al mondo continuerebbe a comportarsi come lui. Dio, invece, non cessa di commuoversi, e assicura: "Non darò sfogo all'ardore della mia ira". E continua a fremere di amore per noi, ci insegue, ci parla finché torniamo a lui lasciandoci avvolgere dalla sua misericordia.